Mense scolastiche, scontro in consiglio, Lissi e Traglio all’attacco: «Cibo cucinato a 38 chilometri da Como»
Cronaca, Scuola

Mense scolastiche, scontro in consiglio, Lissi e Traglio all’attacco: «Cibo cucinato a 38 chilometri da Como»

Distanze in chilometri e alimenti nel menù sono stati gli ingredienti che lunedì sera hanno infiammato il dibattito nel consiglio comunale del capoluogo sul tema della refezione scolastico.
A tenere banco, nell’assemblea di Palazzo Cernezzi, l’esternalizzazione del servizio delle mense scolastiche cittadine. Al centro delle polemiche la possibile assegnazione dell’appalto alla ditta Euroristorazione di Garbagnate Milanese, a oltre 35 chilometri di distanza da Como.
Dubbi e perplessità, già emersi nei giorni scorsi, sono stati rilanciati un aula in particolare dai consiglieri di opposizione Patrizia Lissi del Pd e Maurizio Traglio di Svolta Civica.

«È ancora fresco il ricordo della levata di scudi contro il progetto del centro unico di cottura, predisposto dalla giunta guidata da Mario Lucini – ha detto Lissi – Tra le argomentazioni di chi era contrario ricordiamo la distanza, la qualità del cibo, il rischio di pasti freddi. E adesso, grazie al bando magistralmente confezionato dall’amministrazione comunale del centrodestra che ci aveva tanto contestato, il servizio verrà affidato a una ditta la cui cucina ha sede a quasi 38 chilometri da Como e a 40 minuti di strada, se il traffico è scorrevole. Non prendiamoci in giro», ha concluso la consigliera Lissi.

Un duro commento sulla questione è arrivato ieri anche da Stefano Rognoni, esponente del movimento “La Prossima Como”.
«Eravamo molti quel giorno in Commissione III ad ascoltare le belle parole dell’assessore Amelia Locatelli su qualità del cibo e importanza di un’alimentazione corretta – scrive Rognoni – Ebbene, 2.300 pasti destinati ai bambini di alcune scuole comasche saranno serviti, forse, da un’azienda veneta che utilizzerà un centro di cottura con sede a Garbagnate Milanese. Siamo di fronte ad una decisione assurda, un altro disastro di un’amministrazione presuntuosa, sorda e frettolosa».
La replica arriva dall’assessore alle Politiche educative, Amelia Locatelli, che ieri ha ribadito quanto già spiegato in consiglio comunale. «Il limite di distanza era stato posto a 45 minuti – spiega l’assessore di Palazzo Cernezzi – altrimenti avrebbe potuto partecipare al bando una sola azienda e non sarebbe stato corretto. Questa polemica va ridimensionata, altrimenti rischiamo di perdere di vista il resto».

«È più importante una manciata di minuti in più, con un servizio di trasporto che comunque garantirebbe la conservazione dei cibi, oppure una proposta alimentare corretta e biologica? – chiede infine Amelia Locatelli – Sedersi a tavola deve diventare per i bambini un momento educativo».

Resta ora da vedere che cosa deciderà di fare la commissione aggiudicatrice dell’appalto per la refezione nelle scuole del capoluogo.

11 luglio 2018

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Marcello

Marcello Dubini Scrivigli a mdubini@corrierecomo.it


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