Miccia Colombo nella giunta-polveriera

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Le tensioni nell’esecutivo
Il sindaco sonda l’ex Pdl per la delega al Bilancio. E nel centrosinistra crescono i malumori

«Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire». Il motto popolare sarebbe la “didascalia” perfetta per molte discussioni con consiglieri di maggioranza a Palazzo Cernezzi. Perché, a dispetto dell’apparente e inscalfibile calma che sembra regnare nella maggioranza di centrosinistra, qualche animo – tra i consiglieri – sembra aver dato segni di risveglio negli ultimi tempi. Tanto è vero che su tre questioni – la perdurante assenza dell’assessore al Bilancio, i dubbi sull’attività di qualche

esponente in carica della giunta e la necessità di uscire dal pantano in cui è finita l’amministrazione su molti fronti – si stanno moltiplicando i segnali di insofferenza. Un disagio forse alimentato anche da un clamoroso “rumor” filtrato nelle ultime ore. Ossia la possibile nomina dell’ex assessore del Pdl, nonché volto simbolo della Forza Italia degli albori, Alessandro Colombo (un recente trascorso anche in Scelta Civica) ad assessore al Bilancio.
CONTI SGUARNITI
Come si accennava, uno dei temi caldi da molto tempo riguarda senza dubbio la sostituzione dell’ex titolare della delega al Bilancio, Giulia Pusterla, che nel novembre scorso diede l’addio alla giunta in seguito alla polemica sulla mancata diffusione della dichiarazione dei redditi. Nei giorni immediatamente seguenti le dimissioni, il sindaco Mario Lucini fece una promessa pubblica: «Prenderò il tempo necessario, ma entro la fine del 2013 conto di trovare il sostituto».
Siamo a marzo inoltrato. Del 2014. E la ricerca del nuovo titolare della delicatissima delega ai conti comunali non ha ancora prodotto alcun risultato, tanto che il sindaco stesso ha assunto l’interim. Ora, al di là del fatto che in quasi 4 mesi il primo cittadino non sia riuscito a trovare un professionista esterno o un politico di professione degno della sua fiducia e competente in materia, il nervosismo per questa lungaggine sta crescendo. E come un cacio cattivo sui maccheroni, due giorni fa è arrivata anche la relazione della segreteria generale sul terrificante pasticcio compiuto dagli uffici finanziari, in compartecipazione con l’azienda privata che ha fornito il software, nell’elaborazione delle cartelle per il pagamento della Tares, tra errori, ritardi e forzature che hanno prodotto le catastrofiche code di fine anno.
Insomma: un settore vitale per l’amministrazione come quello delle finanze pubbliche, degli equilibri di bilancio e dell’imposizione fiscale sui cittadini è privo di guida politica ed è reduce da un patatrac non indifferente. Ecco perché il tema finora evitato come la peste dal sindaco, cioè proprio la sostituzione del nuovo assessore al Bilancio, ora rischia di tornare sulla sua scrivania per “ordine” della sua stessa maggioranza, stufa e innervosita.
LA LETTERA
Anche in questo senso, sebbene non soltanto in quest’ottica, va interpretata la lettera inviata pochi giorni fa al primo cittadino dai consiglieri di Paco-Sel, Vincenzo Sapere e Luigino Nessi. Una missiva dai toni concilianti ma dal contenuto esplicito e senza possibilità di fraintendimenti. Sintetizzabile così: «Serve un confronto aperto su tutto, dalle proteste per la Ztl agli equilibri di giunta, per uscire dall’asfissiante impasse in cui sono finite giunta e maggioranza». Un atto che non si può definire di rottura, ma che a suo modo è certamente inedito vista l’assoluta assenza di iniziativa critico-politica proveniente dal resto della maggioranza nei confronti dell’esecutivo e di Lucini in particolare.
Non è noto, allo stato, se il sindaco abbia accettato questa sorta di verifica politica oppure no, ma (alla luce, per esempio, delle forti perplessità espresse recentemente da Sapere per la gestione del caso Ztl) le opzioni sul tavolo sembrano due: o un sì da parte di Lucini all’incontro-verifica, oppure la prospettiva di tensione alle stelle. Foriera di potenziali strappi.
LA CIVICA “ELETTRICA”
Altri segnali di tensione – questa volta per la questione della mancata successione delle Pusterla – sembrano arrivare persino dal più “dogmatico” dei gruppi di maggioranza, la lista “Como Civica”, rappresentata in giunta dall’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino. Stando alle indiscrezioni circolate nelle ultime ore, infatti, la lista vorrebbe aumentare il proprio peso all’interno dell’esecutivo, puntando a esprimere – o quantomeno a indicare – un nome gradito per il nuovo assessore. Una prospettiva che sembrerebbe gradita anche allo stesso Spallino, oggi – di fatto – sullo stesso piano (come peso politico sulle scelte) di Gisella Introzzi (Amo la mia città), Bruno Magatti (Paco-Sel) e gli esterni (Luigi Cavadini e Daniela Gerosa) pur a fronte di un soggetto politico che alle elezioni del 2012 prese oltre il 10% (5 punti in meno del Partito Democratico).
DEMOCRATICI AMBIZIOSI
A dispetto delle mire di Como Civica, comunque, il Partito Democratico non sembra disposto a guardare senza giocare la partita del nuovo assessore. Anzi, il contrario: l’autonomia totale rivendicata da Lucini (mai tesserato per il partito, sebbene pressoché organico) pare inizi a creare qualche insofferenza ai piani alti dei “dem”, decisi a mettere sul piatto due nomi (o, comunque, a sostenere le autocandidature). In questo caso, però, il discorso va necessariamente allargato anche ai due nomi più vacillanti dell’esecutivo cittadino, ossia quelli di Gisella Introzzi (Amo la mia città) e Marcello Iantorno (Pd). I quali porterebbero a 3 (comprendendo quella vuota al Bilancio) le caselle in gioco per un rimpasto complessivo della giunta.
In questo caso, sono almeno due i nomi in lizza: quello dell’attuale capogruppo Pd, Stefano Legnani, e quello del presidente del consiglio comunale Franco Fragolino (anch’egli Pd).
LA “BOMBA”
Tutto questo, dunque, rimanendo nel “recinto” del centrosinistra ufficiale, politico o civico che sia. Ma la miccia capace di far saltare il banco, in realtà potrebbe venire da “fuori”.
E, per quel poco che si è potuto apprendere direttamente, il possibile detonatore corrisponderebbe a un nome storico della vecchia Forza Italia e del Pdl poi. Si tratta di Alessandro Colombo, assessore forzista proprio al Bilancio sia in Provincia (primo mandato Carioni), sia in Comune (secondo mandato Bruni). Un passato nel centrodestra “doc”, non cancellato nemmeno dal recente passaggio centrista nella montiana Scelta Civica. Eppure, non così invadente da esimerlo dal sondaggio diretto compiuto dal sindaco Mario Lucini nei giorni scorsi, ovviamente per testarne l’eventuale disponibilità a entrare in giunta assumendo la delega al Bilancio. La risposta non è nota. Ma – per quanto se ne sappia – non è stata nemmeno “no”. Potrebbe essere “sì”, insomma. E, dopo, nel centrosinistra, potrebbe succedere di tutto.

Emanuele Caso

Nella foto:
Alessandro Colombo in uno scatto del febbraio 2013, quando si votò per le elezioni politiche. Dop un lunghissimo passato in Forza Italia prima e nel Pdl poi, Colombo ai tempi del voto per il rinnovo del Parlamento aveva aderito al progetto di Mario Monti, “Scelta Civica”

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