Minorenne violentata da un coetaneo a pochi passi da piazza Volta. L’indagato, oggi 18enne, a processo

tribunale di Como

Avrebbe approfittato dell’abuso di alcol da parte di una ragazzina e del suo stato di semi incoscienza, l’avrebbe portata in una zona appartata del centro, vicina a piazza Volta. Poi l’avrebbe violentata, con la giovane distesa e incapace di opporsi. Un abuso che sarebbe avvenuta il 7 dicembre del 2019. Per questo brutale episodio, in carcere era finito un 18enne residente a Como, che all’epoca dei fatti contestati non era ancora maggiorenne. La vicenda – per cui la Procura dei minori di Milano aveva chiesto il giudizio immediato – comparirà in aula in ottobre, dopo la richiesta di essere giudicati in Abbreviato. L’indagine, condotta dalla squadra Mobile, è più ampia e comprende anche due rapine avvenute in centro ai danni di ragazzini: la prima si verificò lungo la salita che da viale Geno porta a via Torno (era il 13 dicembre del 2019) e vede imputati, con il 18enne, anche un 16enne e un 17enne (il primo del Marocco, il secondo residente a Como), la seconda in piazza Roma il 19 dicembre 2019 quando due 14enni vennero avvicinati da «tre ragazzi di origini nordafricane» e rapinati di un giubbotto di marca e di un cappellino. Tra i presunti responsabili, una delle vittime riconobbe un ragazzo che spesso stazionava nei pressi dei Portici Plinio, poi riconosciuto nel 18enne cui viene contestata anche la violenza sessuale di piazza Volta.
Come detto, le difese – rappresentate dagli avvocati Valentina Campisani, Egon Bianchi, Daniela Vigliotti e Valentina Pillosio – hanno chiesto il giudizio Abbreviato.
Nel mese di febbraio, a carico dei tre minorenni che andranno a processo, era stata emessa anche la misura della custodia cautelare in carcere, ora commutata con la permanenza in una comunità.
L’episodio più brutto è senza dubbio quello della violenza sessuale ai danni della minorenne.
La denuncia era partita dai genitori della vittima che, all’indomani dell’abuso, avevano notato che era successo qualcosa alla figlia. La conferma era arrivata da un messaggio sul cellulare inviato da un’amica: «Ma tu eri consenziente? Perché a me non sembrava proprio». Le indagini hanno poi permesso di ricostruire l’accaduto, contestando l’abuso avvenuto in un angolo buio chiamato dai giovani il “Buco” che si trova vicino a piazza Volta. L’abuso era stato riscontrato anche dal pronto soccorso dell’ospedale dove la giovane era stata portata.
La squadra Mobile aveva poi appurato che la ragazzina, in stato di semi incoscienza dopo aver assunto sostanze alcoliche, era stata portata in un angolo appartato e violentata dall’allora 17enne nonostante i tentativi vani di opporsi.
Il presunto responsabile e il fratello di quest’ultimo avrebbero anche minacciato i testimoni intimando loro di non raccontare l’accaduto.

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