Moncler, storia di un successo comasco

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Nel primo giorno di contrattazioni in Borsa il titolo è cresciuto del 46,76%

La Borsa di Milano non teme il freddo. Ieri ha indossato il piumino Moncler senza alcuna esitazione. E il titolo dell’impresa guidata dal comasco Remo Ruffini ha fatto letteralmente il botto, chiudendo la prima giornata di contrattazioni a piazza Affari a 14,97 euro, il 46,76% in più del prezzo di collocamento (fissato dagli advisor a 10,20 euro soltanto pochi giorni fa).
«Entriamo in Borsa con rispetto e serietà – ha dichiarato lo stesso Ruffini durante la cerimonia di debutto, organizzata

ieri con una sfilata di modelli sulla scalinata di Palazzo Mezzanotte – Non guarderò il valore del titolo giorno per giorno ma resterò concentrato sul mio lavoro quotidiano. Siamo entrati in Borsa per trasparenza verso gli investitori, credo veramente in questa nuova storia».
Ruffini promette di non badare troppo alle oscillazioni del titolo, sta di fatto che nella giornata in cui le azioni Moncler sono planate in Borsa, il loro valore ha registrato sin dai primi istanti una violenta corrente di acquisti.
Il prezzo per le azioni di Moncler era stato fissato, come detto, a 10,20 euro dopo un collocamento da record. Ma ieri, in apertura di contrattazioni, il valore è subito balzato a 14,40 euro. Così al termine del primo giorno di scambi, Moncler vale oltre 3,7 miliardi di euro, vale a dire oltre un miliardo in più rispetto al prezzo fissato dagli advisor che hanno lavorato negli ultimi mesi per il collocamento in Borsa dell’azienda di moda.
Molto intensi gli scambi: sono passati di mano circa 17 milioni di azioni, circa un quarto di quelle offerte al mercato (erano in tutto 66,8 milioni).
«Abbiamo avuto idee che hanno portato risultati e abbiamo avuto coraggio», ha detto ieri Ruffini. Un modo efficace per sintetizzare anni di lavoro in cui l’imprenditore comasco, dopo aver rilevato un marchio ormai sull’orlo del fallimento, lo ha rivitalizzato fino a riportarlo nel ristretto olimpo del lusso. Un numero su tutti faceva prevedere in ogni caso il successo di ieri in Borsa: alla fine del collocamento, la richiesta per le azioni Moncler aveva superato 27 volte l’offerta per la quotazione. «L’offerta è stata coperta oltre 31 volte per la parte istituzionale e 14 volte per il retail e ciò dà in modo chiaro la misura del successo di questa quotazione», ha dichiarato Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato della Borsa milanese.
Altro dato interessante: nel capitale azionario di Moncler sono entrati i nomi più importanti della moda italiana e internazionale: Ferragamo, Zegna, Loro Piana, Bernard Arnault, Renzo Rosso (il patron della Diesel).
Tra gli investitori istituzionali figurano invece i fondi sovrani del Qatar, di Singapore, della Cina e di Abu Dhabi.
Nel giorno della consacrazione di un successo cercato con determinazione, Ruffini ha ricordato anche la sua città: «Ho una grande fiducia nell’imprenditoria lariana – ha detto – La nostra industria ha tutte le carte per poter riprendere le proprie forze e tornare al suo primato d’eccellenza».

Da. C.

Nella foto:
Ieri mattina, davanti al palazzo della Borsa di Milano, Moncler ha organizzato una sfilata per festeggiare l’ingresso nel listino di piazza Affari

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