Monza, un indotto che vale 3 milioni di euro

altIl Gran Premio e l’economia comasca
La febbre dei bolidi fa bene all’economia del turismo, È iniziata la settimana del Gran Premio di Formula Uno di Monza: un evento motoristico di grande rilevanza mediatica che, secondo uno studio della Camera di Commecio brianzola diffuso ieri, è in grado di generare un indotto turistico diretto di ben 28,5 milioni di euro, tre dei quali finiscono nelle casse di alberghi, ristoranti e negozi comaschi.
Sarà, questa, un’edizione particolare del Gran Premio che si disputerà sul circuito

di Monza, perchè segue una lunga scia di polemiche avviata in estate dal patron della Formula Uno, Bernie Ecclestone, che in un’intervista rilasciata alla “Gazzetta dello Sport” aveva fatto intendere, senza mezzi termini, come dal 2016 la gara italiana sarebbe uscita dal calendario del circus iridato, visto che negli ultimi anni si era rivelata un disastro dal punto di vista squisitamente commerciale.
Gli appassionati italiani, ovviamente, vogliono far ricredere il patron della Formula Uno e gli amministratori locali hanno organizzato, a Monza e dintorni, una serie di iniziative ed eventi collaterali per animare la Brianza durante la settimana della gara. Recentemente, tra l’altro, la guida dell’Automobile Club Milano è stata assunta da Ivan Capelli, ex pilota di Formula Uno.
Tornando all’indotto, dei 28,4 milioni di euro generati dal Gran Premio, 9,3 vanno agli alberghi; 7,6 ai ristoranti, 2,1 al sistema di trasporti e parcheggio e oltre 9 milioni ai negozi. La provincia a beneficiarne maggiormente è, ovvio, quella di Monza e Brianza con 14,5 milioni. Seguono Milano con 8,6 milioni, quindi Como con tre milioni di euro, Lecco con 913mila. Le altre province lombarde incassano quasi 1,3 milioni di euro dal giro d’affari connesso al Gran Premio.

Nella foto:
La provincia che più beneficia dell’indotto legato alla gara è quella di Monza e Brianza

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