Monito del sindaco Landriscina in diretta Tv. «Basta con i veleni o me ne vado»

Mario Landriscina

«Non ho intenzione di rinunciare al mio impegno, se però ne vale la pena per la città». A ora di cena, in diretta tv, il sindaco di Como Mario Landriscina lancia un avvertimento che rischia di scuotere le fondamenta della politica cittadina. La sostanza è chiara: basta «polemiche», basta «veleni e insulti». Perché diversamente, sono pronto ad andarmene.
Le parole del sindaco sono arrivate in risposta a una sollecitazione del giornalista di Etv Andrea Bambace sul possibile scenario del dopo Rossotti.
L’assessore alla Cultura e al Turismo è in procinto di andarsene, almeno così sembra. E a uno spazio che si svuota deve necessariamente, prima o poi, corrispondere un tassello che lo riempie. «Nel momento in cui Simona Rossotti confermasse la sua decisione, volentieri mi siederò a un tavolo per discutere con le forze politiche e decidere il da farsi».
A quel tavolo il convitato di pietra, al momento, è Forza Italia, partito che è uscito dalla giunta di centrodestra alcuni mesi fa. «Non escludo nulla – ha detto ancora Landriscina, facendo capire chiaramente di essere pronto a discutere anche con gli azzurri – si tratta però di capire se Forza Italia sia disponibile e quali siano le sue richieste». Perché, ha aggiunto il sindaco, «vorrei dire la mia sulle persone, sulle deleghe, sulle posizioni da assumere e sui numeri».
In altre parole: se trattativa dev’esserci, allora bisogna parlare di tutto. Del nome che si vuole proporre, della delega che viene chiesta, dei motivi che dovrebbero portare a un eventuale rimpasto. Fermo restando, ha detto sempre Landriscina, «che non sono avvezzo a cambiare le persone così facilmente. E non sono nemmeno disponibile a farmi tirare da una parte all’altra».
Alle forze politiche, ha aggiunto il sindaco, «chiedo di individuare una figura che sia rappresentativa. Ma non posso negare di vivere una situazione di sofferenza. Gli attacchi alle persone sono stati deplorevoli. Sapevo che sarebbe stato difficile, ma non così. Non con questi insulti, con questi veleni».
Già altre volte Landriscina è sembrato stanco e disilluso, ma le parole di ieri sera sono forse state per la prima volta più dure ed esplicite. Il livello di sopportazione del primo cittadino pare essere giunto a un punto limite.
Il gelo di Forza Italia
Il rientro di Forza Italia in giunta a Palazzo Cernezzi, però, non sembra così ravvicinato. Tutt’altro. Il coordinamento provinciale del partito si è riunito ieri sera a Como per discutere – almeno formalmente – di elezioni provinciali e di elezioni amministrative. Inevitabilmente, però, il gruppo dirigente azzurro ha trattato anche l’argomento esecutivo.
Se è vero che l’imminente uscita di scena di Simona Rossotti ha riaperto concretamente i giochi su un possibile ritorno dei forzisti nell’esecutivo, è altrettanto vero che questa ipotesi non è gradita a tutti dentro Forza Italia. E in particolare non sarebbe gradita a chi ricopre incarichi di vertice.
Stando a quanto è stato possibile apprendere, la risposta più probabile al sindaco sarà quella attendista. Non c’è alcuna fretta, lasciano trapelare da Forza Italia. Facendo capire che un rientro in giunta sarebbe comunque subordinato a una trattativa di tipo politico. La stessa trattativa su cui Landriscina, in tv, ha posto condizioni precise.
Le distanze dalla Lega
Niente scambi, insomma. E discussione che si annuncia comunque complicata. Lo strappo di qualche mese fa ha sancito una certa distanza soprattutto tra la Lega e Forza Italia. Uno strappo che si è ripetuto ancora in queste ore, dopo che il Carroccio ha deciso di andare da solo alle provinciali.
Il clima interno al centrodestra è pesante. E di questo si è reso conto perfettamente proprio Landriscina, che non volendo rimanere ostaggio dei veti contrapposti ha deciso di uscire allo scoperto. E ha fatto capire che è pronto ad andarsene.

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1 Commento

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    Sergio , 7 Marzo 2019 @ 12:28

    Landriscina dovrebbe prendere atto del suo fallimento politico nel governo della città di Como e dedicarsi a ciò che sa fare meglio. La sua giunta, dopo il fallimento della precedente, avrebbe dovuto “far rinascere” la Città sotto tutti i punti di vista, non ultimo quello della pulizia e dell’arredo urbano. Tutto questo non è avvenuto, ha tirato avanti fra litigi e contestazioni inducendo la città all’immobilismo. Non servono esperti per capire che le cose non vanno bene basta farsi un giro per vedere sporcizia, degrado e abbandono anche nelle cose più semplici. Date uno sguardo a piazza Cavour ai giardinetti (o quello che ne resta), i Portici Plinio (quasi una discarica o orinatoio) i viali, quelli alberati, ormai contano più dimore senza piante o con piante malate rispetto alle essenze erboree vegete e potate, uno sguardo ai “cespugli” presso la sede universitaria di via Palestro è illuminante. Queste sono solo piccole cose ma la dicono lunga su come si amministra una città.

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