Mozione di sfiducia respinta, si salva l’assessore Negretti. Svolta Civica esce dall’aula e aiuta la maggioranza

Como, consiglio comunale

«Ero serena perchè convinta di aver operato bene. La mia coscienza era a posto. Certo, in simili contesti, non si può mai sapere cosa può accadere ma devo dire che ero convinta di aver operato bene per il Comune e questo è ciò che conta». Mostra una ferma tranquillità l’assessore Elena Negretti nel commentare la votazione andata in scena lunedì sera, a scrutinio segreto, in consiglio comunale. La mozione, presentata dalla lista Rapinese sindaco (consiglieri Rapinese, Mantovani e Anzaldo) non ha infatti trovato il sostegno che forse i proponenti si aspettavano dall’opposizione. Anzi. Se da una parte il Pd ha votato a favore della mozione, quindi contro l’assessore Negretti, il gruppo di Svolta Civica ha deciso di uscire dall’aula prima della votazione, evitando quindi di appoggiare la sfiducia. «Prendo atto di questa decisione singolare – ha detto il consigliere Rapinese – Dico che era un’opportunità per mandare a casa il sindaco che evidentemente Svolta Civica ha voluto ignorare. Non si spiega altrimenti la loro uscita dall’aula prima della decisione». Il voto è arrivato solamente dopo la mezzanotte: diciassette contrari, due astenuti e otto favorevoli, ossia il gruppo di Pd, Rapinese e Magatti. «È del tutto evidente che questo per Svolta Civica sarà l’ultimo mandato e per tale motivo stanno cercando di allungarlo il più possibile», aggiunge Rapinese. Nessun colpo di testa quindi tra le fila di Forza Italia, ma una spaccatura all’interno dell’opposizione, con il Pd che vota contro l’assessore Negretti e Svolta Civica che invece non appoggia la sfiducia. «Il nostro voto è politico – spiega Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale – ci si chiedeva un giudizio sull’operato dell’assessore Negretti e più in generale su questa amministrazione, e la nostra opinione è fortemente negativa. Nessi di Svolta Civica ha espresso una dura critica nei confronti di Rapinese che in parte condivido, ma la motivazione politica doveva prevalere. Su una questione simile il centrosinistra deve essere compatto. Si è persa un’occasione».

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