Monito del vescovo contro le slot machine nei locali pubblici

altIeri sera il dibattito organizzato dalla Cisl e dal Centro studi sociali contro le mafie

(g.a.) Nella sala congressi dell’Hotel Metropole Suisse il vescovo di Como, Diego Coletti, ha ribadito ieri il suo severo monito contro il gioco d’azzardo e le slot machine, soprattutto dopo la proliferazione di questi apparecchi nei bar e nei locali pubblici, avvenuta anche sul Lario. In Italia il giro d’affari legato alle scommesse è di 42 miliardi di euro e il nostro Paese è al primo posto in Europa per numero di giocatori e somme spese. Como, dopo Pavia, è la città più

colpita dal fenomeno.
Il vescovo è intervenuto nell’ambito della conferenza intitolata “Obiezione di coscienza e responsabilità civile contro le slot machine”, organizzata dalla Cisl dei Laghi e dal Centro studi sociali contro le mafie di Cermenate. Monsignor Coletti è stato intervistato da Alessandro de Lisi, direttore del Centro studi. Sul palco anche il direttore del quotidiano “Avvenire”, Marco Tarquinio, e il segretario generale aggiunto della Cisl dei Laghi, Gerardo Larghi.
Il vescovo ha paragonato il gioco d’azzardo a un virus e le slot machine a «mostri che generano nell’uomo il desiderio di uscire dalla disperazione, ma nel modo più disperato possibile».
Monsignor Coletti ha inoltre ricordato l’insegnamento di don Pino Puglisi che, attraverso il gioco del calcio, intendeva riscoprire l’autocoscienza. Ed è proprio l’autocoscienza, secondo il vescovo, l’unico antidoto «che rende immune l’uomo anche dalla ludopatia».
Il desiderio continuo di giocare e quindi la necessità contingente di denaro da investire, come ha detto il segretario generale aggiunto della Cisl dei Laghi, Gerardo Larghi, «causa problemi di concentrazione e mina i rapporti interpersonali tra colleghi e con il datore di lavoro» e quindi può determinare il licenziamento e il disfacimento di molte famiglie.
Per il vescovo «è sbagliata l’idea di libertà che si va diffondendo», che mira al profitto personale e al guadagno senza tenere conto della fatica, della sofferenza e della possibilità di rinunciare ai desideri. Il prefetto Michele Tortora, intervenuto nel dibattito, ha ribadito il carattere disgregante del gioco d’azzardo.

Nella foto:
Da sinistra: Alessandro de Lisi, direttore del Centro studi sociali – Progetto San Francesco di Cermenate, il direttore del quotidiano “Avvenire”, Marco Tarquinio, il vescovo di Como, Diego Coletti, e il segretario generale aggiunto della Cisl dei Laghi, Gerardo Larghi (Mv)

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