Mostra su Rivarossi e Valentino Rossi verso quota 3mila visitatori
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Mostra su Rivarossi e Valentino Rossi verso quota 3mila visitatori

Chiude domani si prevede toccando agilmente quota 3mila visitatori la mostra “Rossi di passione”, dove la passione fa da filo conduttore e dove si rende omaggio a due miti, l’ingegnere Alessandro Rossi, fondatore dell’azienda comasca di modellismo ferroviario Rivarossi,  che ha fatto la gioia di intere generazioni, e il campione italiano di motociclismo Valentino Rossi.
L’esposizione, promossa da Alberto Vannelli, primario di Chirurgia generale all’ospedale Valduce e presidente dell’associazione Erone Onlus, è stata organizzata dal professor Vittorio Mottola, ed è in corso dal 17 novembre allo Spazio Natta di via Natta a Como con ingresso libero (orario 10-18.30).
Rivarossi e l’asso mondiale delle due ruote sono celebrati con modellini storici molto rari e da dipinti dell’artista Silvio Curti che ha ritratto Valentino Rossi, l’ingegnere Rossi (non erano parenti) e il monumento di Sagnino a quest’ultimo opera dell’architetto Paolo Albano che ha anche curato lo scenografico allestimento molto colorato e con grandi scritte che riproducono frasi celebri dei protagonisti della mostra e del mondo dei motori. Grazie alla passione del fermodellista Giovanni Conti e del collezionista di modellini di Valentino Rossi, Nicola Cavadini, con le rispettive rarità in mostra, si è potuto dar vita a questo omaggio a due espressioni del mito italiano nel mondo. E se pare ormai un miracolo che oggi nell’ultimo giorno di apertura possa materializzarsi tra i modellini che lo ritraggono lo stesso Valentino Rossi, non è escluso che la mostra, costi permettendo, diventi itinerante e arrivi a toccare la sua Tavullia, come auspicato dal sindaco. Francesca Paolucci il giorno dell’inaugurazione, colpita dall’entusiasmo e dalle finalità benefiche dell’evento.

Vittorio Mottola, presidente del comitato Rivarossi di Como che oltre al monumento ha realizzato un libro storico e una ormai celebre  mostra di modellini Rivarossi al Broletto che totalizzò in 12 giorni oltre 10mila visitatori, non demorde: «Ora – dice – è sul tavolo l’ipotesi della mostra itinerante, dobbiamo parlarne con gli altri organizzatori. E dato il successo confortante di questa mostra di via Natta, confortati dai commenti entusiasti riportati ogni giorno sul nostro libro degli ospiti,  non abbiamo ancora gettato la spugna sulla possibilità di realizzare a Como un museo dei trenini Rivarossi, con la giunta Lucini si era arrivati molto vicini all’obiettivo ma poi il Comune non ci ha voluto credere fino in fondo. Peccato. Ora siamo in contatto con il responsabile europeo della multinazionale Hornby che detiene da tempo i diritti del marchio Rivarossi e ha portato in Inghilterra la collezione dei trenini di Sagnino. Speriamo di poterne utilizzare almeno una parte per realizzare il museo a Como dove questi capolavori videro la luce, averne anche solo poche decine sarebbe un risultato di grandissimo valore simbolico come segno forte del made in Italy e del made in Como».Dove realizzare  a Como un museo dei modellini Rivarossi? Anche di questo si discute da tempo, praticamente ogni volta che il comitato rivarossiano propone un’iniziativa. Si è parlato di utilizzare la Santarella, l’ex centrale termica della Ticosa, che però è in abbandono, murata e vincolata dalla soprintendenza. Più realistica e sensata sarebbe l’ipotesi della Stazione  ferroviaria San Giovanni. Comunque se i comaschi dovessero tergiversare ancora c’è già una sede potenziale, a Somma Lombardo, accanto a  Malpensa: è il museo del volo “Volandia” alle ex officine Caproni di via per Tornavento 15,  che oltre a ospitare numerosi modellini di velivoli ingloba anche il museo dei trasporti di Francesco Ogliari e il museo dell’artista dell’auto Flaminio Bertoni,  artefice di auto Citroen mitiche come la Traction Avant, la 2 Cavalli e la Ds, la cui memoria fu valorizzata dal figlio Leonardo, canturino, morto nel 2015 a 82 anni.

1 Dicembre 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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