Movida in piazza De Gasperi, si va verso il coprifuoco
Città, Cronaca, Turismo

Movida in piazza De Gasperi, si va verso il coprifuoco

Il Comune ha avviato l’iter per il provvedimento. Insorge la politica

Movida in piazza De Gasperi, l’ordinanza sul coprifuoco delle 22 per musica e tavolini ancora non c’è. Così spiegano da Palazzo Cernezzi, anche se l’iter che potrebbe portare a un atto clamoroso nella città turistica è già stato avviato. I tempi? «Quelli necessari per l’istruttoria» spiega il segretario comunale dopo la giunta attraverso l’ufficio stampa.

I tavolini dei locali di piazza De Gasperi © TB | I tavolini dei locali di piazza De Gasperi

Il Comune in questo momento è spettatore attivo di una battaglia legale tra residenti ed esercenti a suon di rilevazioni di decibel, che approderà a Palazzo di Giustizia la prossima settimana.
Sulla questione si accende intanto il dibattito politico e di categoria.
Si muovono a suon di comunicati i partiti, le liste civiche e Confcommercio.
«Non si vuole entrare nel merito del contenzioso – premette il presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri – ma, come regola generale, non possiamo condividere che gli uffici non consentano di ritrovarsi dopo le 22. Se è il rumore che dà fastidio, la gente nelle piazze si ritrova comunque anche con i locali chiusi».
«Non è concepibile imporre un simile orario di chiusura, almeno per chi ha preso coscienza del potenziale turistico della nostra Città», aggiungono i consiglieri comunali di Forza Italia Luca Biondi ed Elena Canova.
«Pensare di far cessare l’attività dei pubblici esercizi in Piazza De Gasperi alle 22, ma il discorso vale anche per altre zone della nostra città, è, evidentemente, una contraddizione enorme per una città che voglia avere la purché minima ambizione turistica», scrive il gruppo consiliare di Svolta Civica.
Il primo a sollevare la questione e a battersi contro il coprifuoco era stato l’ex assessore comunale Sergio Gaddi, esponente di Forza Italia e da sempre convinto difensore della movida e della città turistica. Gaddi, in un duro post sulla sua pagina Facebook si era scagliato contro ci vorrebbe trasformare Como in una città morta, ovvero in un triste dormitorio.

10 maggio 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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