Nel 1989 lo stop che poteva essere definitivo

alt L’ultimo viaggiatore
Sin da allora partirono le iniziative per salvare l’imbarcazione dallo smantellamento

(f.bar.) Numerosi i curiosi e i nostalgici saliti ieri a bordo del Patria.
Tra loro anche un personaggio insolito. Amante dei piroscafi, lo svizzero Mario Gavazzi fu uno degli ultimi a solcare le acque del Lago di Como a bordo del Patria. «Verso la fine del 1989 arrivò la notizia che il piroscafo avrebbe prestato servizio ancora per pochi mesi – racconta Gavazzi, il quale tra l’altro fa parte dell’associazione svizzera Amici dei Piroscafi – Subito ci mettemmo in moto per organizzare un

ultimo viaggio su questa storica imbarcazione. Anche da Como ci venne chiesto, in qualità di associazione, di attivarci per fare qualcosa. Per cercare di non far dismettere questo magnifico piroscafo». E così venne fatto.
«In quello stesso anno cogliemmo l’occasione di una gita a bordo del Piemonte, un altro storico piroscafo sul Lago Maggiore, per raccogliere oltre 200 firme a sostegno del Patria. Poi alcuni mesi dopo arrivammo a Como per imbarcarci. Fu una gita speciale a bordo di un esemplare magnifico di piroscafo a vapore. Affrontammo quell’ultimo viaggio con lo spirito di un arrivederci. E oggi, fortunatamente, rieccoci ancora qui a bordo. È una gioia immensa», conclude Mario Gavazzi, che per l’occasione ha indossato una cravatta a tema che ritraeva, ovviamente, un piroscafo. Il “Patria” va ricordato, fu varato nel 1926 con il nome Savoia – gemello del battello 28 Ottobre – e ribattezzato appunto Patria nel 1943, dopo la caduta del regime fascista.

Nella foto:
Il taglio del nastro con Teresa Della Torre attorniata da Piercesare Bordoli (a sinistra) e Leonardo Carioni

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