Nella biblioteca di Leonardo tanti capolavori da sfogliare

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Leonardo è il santo patrono degli autodidatti: si considerava «omo sanza lettere», come all’epoca sua si voleva intendere chi non conosceva il latino. Nel Codice Trivulziano si legge: «So bene che, per non essere io letterato, che alcuno prosuntuoso gli parrà ragionevolmente potermi biasimare coll’allegare io essere omo sanza lettere. Gente stolta».

Ma per il genio vinciano essere “omo sanza lettere” significava non sprezzo della cultura libresca ma adesione alla verità, da ricercare nel concreto dell’esperienza come fonte di conoscenza. Ma in quale cultura si formò il genio che tutti veneriamo e che il mondo ci invidia?

Nella scia degli studi su Leonardo da Vinci, che hanno ricevuto nuovo impulso in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte avvenuta nel 1519, il Comune di Como con la Biblioteca Paolo Borsellino in collaborazione con l’Università e-Campus di Novedrate propone fino al 7 marzo la mostra documentaria Leonardo lettore. L’insaziabile desiderio di conoscenza di un genio.

Proprio grazie agli indizi lasciati negli appunti che Leonardo disseminò nei Codici, gli studiosi hanno potuto ricostruire la sua biblioteca: i libri che acquistò o che si fece prestare e che lo seguirono fin nell’ultima dimora in Francia.


Leonardo era “sanza lettere” ma si rivelò un lettore avido e appassionato. Lesse la Bibbia, i classici latini (compreso il comasco Plinio il Vecchio) e i greci in traduzione, Dante, Boccaccio, Petrarca; i libri di scienziati, filosofi, architetti come Platone, Eone di Alessandria, Euclide (probabilmente con il commento di Severino Boezio), Avicenna, Vitruvio con autorevoli commenti e opere di suoi contemporanei tra i quali Leon Battista Alberti e Filippo Foresti. Si riconosce fra i libri di Leonardo elencati nel Codice Trivulziano anche il De honesta voluptate del Platina, che cita il ricettario del cuoco comasco Martino da Como.

Accanto ai libri è esposto per la prima volta il manoscritto sulla vita di Leonardo dello studioso e conte comasco Anton Giuseppe Della Torre Rezzonico, datato 1779. La mostra è cura di Chiara Milani, responsabile scientifico della Biblioteca di Como, con testi di Lucia Bertolini, professore ordinario di Filologia della Letteratura Italiana, Università e-Campus e di Elisabetta Tonello, professore associato di Letteratura italiana, Università e-Campus.

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