Niki D’Angelo: «All’inizio del mio mandato incontrerò i presidenti»

Niki D'Angelo

«La soddisfazione più bella? Le tante chiamate di amici, dirigenti, atleti che si sono messi a disposizione per dare una mano al mondo dello sport comasco». Domenico “Niki” D’Angelo è ufficialmente il nuovo delegato del Coni provinciale da poche ore.
La nomina è stata appena ufficializzata e la sua linea telefonica è rovente. Un assalto pacifico che gli ha fatto ovviamente molto piacere. «Ho sentito tanta vicinanza e questo è un primo passo. Appena sarà possibile mi metterò al lavoro». E D’Angelo, al di là della definizione di quella che sarà la sua squadra, ha già in mente un piano d’azione. «Tra le priorità metto gli incontri con i presidenti delle società – spiega – Si tratta di persone che molto spesso investono fondi personali pur di fare andare avanti i loro sodalizi: devono sapere che l’istituzione è al loro fianco».
«Ho intenzione di approfondire i problemi di questo periodo, le difficoltà di chi guida le associazioni presenti sul territorio – aggiunge – Uno, ovviamente, è legato all’emergenza sanitaria, con tanti ragazzini che non possono ad esempio allenarsi; per non parlare dei rigidi protocolli, sedi chiuse e tante altre questioni che coinvolgono i dirigenti. C’è poi l’annosa questione degli impianti, che nel nostro territorio a tutti i livelli costituisce una spada di Damocle».
D’Angelo non fa particolari riferimenti, ma c’è un caso-simbolo su tutti, quello della piscina di Muggiò, chiusa da ormai due anni. «Nella mia squadra – annuncia il nuovo delegato del Coni – ci sarà un tecnico che si occupa di problematiche specifiche. Quindi un esperto di sport che allo stesso tempo possa dialogare con le amministrazioni e gli uffici, rappresentando il Coni».
Nato nel 1959, Niki D’Angelo ha praticato basket, football e golf. È stato presidente del Maslianico di calcio e della Canottieri Cernobbio; è socio e consigliere del Panathlon e in passato lo è stato nel Como con la presidenza di Mario Beretta. Tra i ruoli ricoperti, anche la guida del Rotary Como, dove anni fa portò come ospite Enzo Bearzot, storico amico della sua famiglia; un incontro rimasto segreto per volontà del commissario tecnico della Nazionale, venuto sul Lario per amicizia. «Bearzot era uomo schivo – ricorda D’Angelo – e non voleva essere sommerso da decine di inviti che gli sarebbero arrivati, se si fosse saputo di quell’evento».
Negli anni il nuovo delegato del Coni si è costruito una rete di rapporti con importanti esponenti delle istituzioni dello sport italiano, oltre che con dirigenti e atleti, elemento che avrà una sua rilevanza ora che è stato chiamato alla guida a Como.
«La fase non è semplice, ma sono pronto a rimboccarmi le maniche – conclude Niki D’Angelo – È vero, il periodo è difficile e non sarà semplice uscirne. Ma a Como vi sono capacità, competenza e la voglia di rialzare la testa. Lo dimostrano le persone che ho già citato, a partire dai presidenti in prima linea, con il loro entusiasmo, e i personaggi che si sono detti disponibili a dare una mano. Ma penso anche ai nostri atleti e alle squadre che ad ogni livello si stanno facendo onore: anche a loro vanno le mie stima, vicinanza e gratitudine».

Il nuovo delegato del Coni di Como è un appassionato praticante di golf: in alto, con Colin Stuart Montgomerie, capitano della squadra europea nella Ryder Cup. Sotto, operativo a bordo campo quando era presidente del Maslianico Calcio

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