No alle lezioni in presenza alle superiori, le critiche di Erba

Raffaele Erba, a sinistra, durante il flash mob di ieri

Il Consiglio regionale ha respinto con 34 voti contrari due mozioni presentate rispettivamente dal Partito Democratico (prima firmataria Paola Bocci) e dal M5S (primo firmatario Andrea Fiasconaro) con la quale si impegnavano Presidente e Giunta a pianificare un parziale rientro nelle classi degli studenti. Nei documenti si sollecitava tra le altre cose la necessità di procedere a più tamponi e ad avviare anche la programmazione dei vaccini anti-Covid per il personale scolastico e operante nelle scuole.

I gruppi di minoranza (sono intervenuti Paola Bocci, Fabio Pizzul e Jacopo Scandella per il PD, Raffaele Erba per il Movimento 5 Stelle, Elisabetta Strada per i Lombardi Civici europeisti, Niccolò Carretta del Gruppo Misto-Azione e Michele Usuelli di +Europa-Radicali) hanno evidenziato come la “scuola è una priorità perché la didattica a distanza rischia di creare grosse problematiche non solo riguardo alla dispersione scolastica ma anche per le pesanti implicazioni psicologiche”.

Gli esponenti della maggioranza (Roberto Mura della Lega, Paola Romeo e Gianluca Comazzi di Forza Italia e l’Assessore Fabrizio Sala) hanno concordato sull’importanza del ritorno in classe ma hanno anche evidenziato “che tutto questo al momento è impossibile visto che il Governo ha messo in zona rossa la Lombardia che ha parametri che non rappresentano la reale situazione regionale. E’ per questa ragione che si è provveduto a fare ricorso al Tar per cancellare la decisione”.

Raffaele Erba, conisgliere regionale dei Cinquestelle chiedeva di approntare tutte le misure utili al ritorno tra i banchi nelle zone della Lombardia dove l’indice RT è basso : trasporti pubblici, kit rapidi negli istituti scolastici e potenziamento della medicina del territorio.

“Era una mozione importante perché indicava la strada inserita nel Dpcm per riaprire scuole e imprese di una buona parte della Lombardia”, commenta Erba.

“Pagano i ragazzi che non tornano a scuola e pagano molte imprese dei settori più colpiti che saranno destinate a rimanere chiuse. La Lombardia deve fare ancora molto su trasporti e sui tracciamenti per garantire il ritorno a scuola in sicurezza per i nostri studenti”.

“Peccato che anche questo settore sia strumento di un cieco scontro politico da parte della maggioranza lombarda verso il Governo. Il rammarico deriva soprattutto dal fatto che il costo sociale di questo immobilismo viene pagato dai nostri ragazzi e dalle nostre imprese”, conclude il consigliere pentastellato.

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