No vax e green pass, i conti con la realtà

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di Adria Bartolich

Inizia settembre e le scuole riaprono. Quasi il terzo anno di emergenza Covid, certo, in condizioni differenti. Il primo anno la chiusura completa a partire dal mese di febbraio per il diffondersi dell’epidemia. Il secondo anno con un inizio molto complicato. Ricordate? Segnaletica e banchi con le rotelle, mascherine in classe e distanziamento. Il terzo anno, quello in corso, partito con consolidate misure di protezione, prima delle quali il vaccino chiesto come requisito per svolgere una determinata attività, in questo caso il lavoro nelle scuole.

Certo, siamo tutti ben consapevoli del dibattito che sulla questione vaccinazioni sì, vaccinazioni no, c’è stato. Qualcuno ha sproloquiato sulla troppa libertà di scelta, e che cavolo! Se il vaccino è prevenzione dev’essere obbligatorio; altri, invece, hanno messo l’accento su come il vaccino limiti la libertà personale e di scelta.

Diciamo che il governo ha tagliato la testa al toro semplicemente dicendo, tra le righe, va bene che tu abbia la libertà di scelta, ma se scegli una cosa (non vaccinarsi) piuttosto che l’altra (vaccinarsi) semplicemente non lavori. È coercizione? Francamente non lo so, mi pare però di poter dire che al momento dell’assunzione, dell’inizio di un rapporto di lavoro, oppure della definizione dei presupposti per poterlo continuare, il datore di lavoro, in questo caso lo Stato, di norma detta le condizioni e le circostanze nelle quali e per le quali è possibile svolgerlo. Quelle odierne sono il possesso del green pass.

Niente di eccezionale né nuovo. Semplicemente se fai una scelta, libera e anche in controtendenza, cosa che a me rende le persone simpatiche per principio, te ne assumi le responsabilità fino in fondo.

Se a metà del mese di agosto c’erano regioni in cui il personale della scuola vaccinato superava, per la prima dose, di poco il 50%, idem per la seconda dose, sono sicura che ora la percentuale è improvvisamente e proporzionalmente salita per tutti.

Folgorati sulla via di Damasco? No, semplicemente costretti a fare i conti con la realtà.  Se non hai il green pass non lavori. Quanto sono profonde le tue convinzioni sul rischio che procura il vaccino? Io credo molto poco. Se fossero vere tutte le balle che sono state fatte circolare sul rischio di mutazioni genetiche piuttosto che di morti improvvise, quasi tutti avrebbero fatto la scelta di continuare la protesta. Invece no. O erano false convinzioni prima o sono opportunisti adesso o costretti alla ragionevolezza ora.

Sta di fatto che il vaccino lo stanno facendo quasi tutti. Ed è un bene, perché questo significa mettere finalmente in sicurezza le scuole. Certo, rimane aperto tutto il tema dei trasporti, ma questo non dipende dalla scuola. Chi di competenza faccia la sua parte, finalmente.

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