«Non ci fu violenza sessuale sulla moglie»: torna in libertà un cuoco di Como

Il Tribunale di Milano

Era stato condannato in primo grado a Como alla pena di otto anni e sei mesi per violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della moglie. Un cuoco di Como di origine straniera, residente in città – e fino alle scorse ore ancora detenuto ai domiciliari dopo aver fatto anche il carcere – ha visto la propria posizione notevolmente alleggerita di fronte ai giudici dell’Appello di Milano, cui si era rivolto l’avvocato Rita Mallone.

Il cuoco, infatti, è stato condannato solo per i maltrattamenti per un limitato lasso di tempo rispetto alla contestazione (un solo anno rispetto ai sei del capo di imputazione) e la pena è di conseguenza scesa da otto anni a due. Il tribunale ha anche dichiarato «la perdita di efficacia della misura cautelare in atto», che come detto erano i domiciliari, «ordinando l’immediata scarcerazione dell’appellante».

La sentenza di primo grado era stata letta a Como nel luglio del 2020, quella di Appello è delle scorse ore. L’uomo è tornato in libertà.

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