Non ci servono meteore ma solide certezze

Opportunità eccellenze e disservizi sul territorio
Non bastano la buona volontà e la tenacia di molti operatori, ancor più meritorie se si considera che cosa voglia dire lavorare dietro le quinte in tempi di crisi. Se si vuol discutere di Como città della cultura e in particolare di musica nelle sue varie accezioni, occorre che si apra un serio dibattito sulle strutture che la ospitano, l’hanno ospitata e potrebbero ospitarla.

Noi proviamo a dare un contributo “polifonico” a tale dibattito con un’indagine analitica ad ampio spettro, mettendo in luce disservizi ed eccellenze di un territorio che a pochi chilometri di distanza ha cugini ticinesi molto più agguerriti e organizzati. Che sanno cosa vuol dire organizzare festival musicali di richiamo anche quando sono di nicchia, e hanno creato un brand, un’immagine coordinata e un pubblico adeguatamente fidelizzato. Una ricerca, la nostra, orientata in particolare ai generi che raccolgono il maggior consenso senza naturalmente mancare di rispetto a stili e tendenze di nicchia, comunque importanti. Il jazz ad esempio per noi è un fenomeno che rasenta la carboneria dei locali di tendenza, mentre a Lugano attira frotte di turisti. Paese che vai, logiche di marketing territoriale che trovi. Da noi a parte le eccellenze principi e cioè il Teatro Sociale e il Casinò di Campione ci si è mossi in passato e si continua a muovere in modo assai più sporadico, con eventi spot o meteore e festival pilota che durano lo spazio di una sola stagione. Semi che non attecchiscono forse perché il terreno non è adeguatamente preparato a riceverli. Eppure la voglia di concerti rimane, come testimoniano gli innegabili successi di tanti live sul territorio.

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