«Non fu peculato»: assolto l’ex sindaco di Argegno

Il sindaco di Argegno Roberto De Angeli

Assoluzione piena «perché il fatto non sussiste». È questa la decisione del Collegio di Como presieduto da Valeria Costi, in merito a una vicenda che aveva coinvolto – con l’ipotesi di reato di peculato – l’ex sindaco di Argegno, Roberto De Angeli. Quest’ultimo era stato indagato secondo il capo d’accusa (nato da un esposto presentato da un consigliere di minoranza) per aver ceduto a un altro ragazzo del paese l’Ape comunale per fini privati, ovvero per «trasportare materiale presso il Lido di Argegno in concomitanza con l’evento denominato “Porchetta Party”». Nei guai era dunque finito anche il giovane che guidava l’Apecar, ovvero Carlo Dotti (trentenne pure lui di Argegno). La difesa è stata sostenuta in aula dall’avvocato Elisabetta Di Matteo. Anche l’ex sindaco era intervenuto nei mesi scorsi, dicendo che «le realtà dei piccoli comuni non consentono di avere molte disponibilità economiche, per cui diventano sempre più preziosi gli interventi di comitati di cittadini o volontari che collaborano, gratuitamente e spontaneamente con le amministrazioni». Insomma, secondo la tesi difensiva – che è stata accolta dal Collegio nonostante la richiesta di condanna del pm (a quattro mesi a testa per i due imputati) – in quei giorni di agosto del 2017, i ragazzi non stavano facendo altro che ripulire una darsena con l’uso proprio dell’Ape. Materiale che era stato poi portato all’esterno del Lido di Argegno. Quindi, non si sarebbe trattato di materiale per poi organizzare l’evento – che si sarebbe svolto a breve – denominato “Porchetta Party”.

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