Non rispettato l’obbligo di firma. Decreto penale da 64mila euro

Ultras azzurri nei guai

(m.pv.) Costa caro l’aver violato – secondo quanto sostenuto dall’accusa – il Daspo, ovvero il divieto ad assistere alle manifestazioni sportive. Un ragazzo di Cantù, 30 anni, difeso dall’avvocato Raffaele Bacchetta, si è visto recapitare a casa un doppio decreto penale di condanna da 34mila euro l’uno, per un totale di 68mila euro. Il tutto grazie alla commutazione di una pena complessiva di otto mesi. Decreto penale cui la difesa si è opposta, preferendo (ovviamente, verrebbe da dire) sfidare

l’aula in un processo pubblico. La vicenda risale ai tafferugli che scoppiarono a margine della partita tra Solbiatese e Como di campionato nel 2007, in cui al termine gli ultras azzurri fecero anche irruzione negli spogliatoi per contestare la squadra. Vicenda avvenuta in provincia di Varese e che portò ad un Daspo emesso dal questore della città giardino il 5 giugno 2007. Ordine che prevedeva, oltre al non assistere alle partite, anche il contemporaneo obbligo di firma nella caserma dei carabinieri di Cantù. Cosa che – sostiene l’accusa – non avvenne in ben due circostanze, per la gara Como-Cremonese del 6 dicembre 2009 e per Arezzo-Como del 14 marzo 2010. Da qui l’emissione del decreto penale di condanna a 4 mesi per ogni episodio, commutato in 34 mila euro per un totale di 68 mila. La fine della storia la stabilirà il Tribunale di Como perché la difesa si è opposta al decreto penale di condanna. L’udienza è stata rinviata al 21 novembre. Il tifoso del Como sostiene di non aver violato alcun obbligo di firma ma che in quelle due circostanze non si presentò in caserma in quanto indisposto (la prima volta) e accanto alla nonna malata la seconda. Non è finita qui, perché sempre ieri è andato in scena un altro processo simile per un Daspo con obbligo di firma non rispettato. Due ultras degli azzurri – un 19enne di Como e un 29enne di Luisago – colpiti dal divieto ad assistere alle manifestazioni sportive furono fotografati dalla Digos il giorno dell’assalto al furgone in transito in Tangenziale e che gli ultras credevano trasportasse tifosi del Lecco (quel giorno, 9 maggio 2010, era in programma il derby). Furgone su cui tra l’altro viaggiavano invece ragazzi extracomunitari. L’udienza è stata rinviata al 20 dicembre per le conclusioni. Entrambi, in realtà (difesi da Livia Zanetti e Ilvo Tolu), hanno però regolarmente presentato il foglio attestante le firme registrate nelle caserme dei carabinieri di Pognana e Fino.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.