Nord e Sud Europa più vicini, aperta la galleria del Ceneri

Inaugurazione galleria Monte Ceneri

Il 2 giugno 2006, poco meno di 14 anni fa, a Camorino veniva sferrato il primo colpo di piccone alla base del Monte Ceneri. Iniziavano i lavori di costruzione della galleria inaugurata ieri (ma pronta in realtà da qualche mese e bloccata, nella messa in opera, dalla pandemia di Covid-19). Ancora una volta, la Svizzera dimostra che è possibile portare a termine un’infrastruttura di grandi dimensioni in tempi ragionevoli.
Una lezione che l’Italia, almeno sin qui, non sembra essere riuscita a imparare, con la sola eccezione del ponte di San Giorgio, a Genova, figlio di una tragedia finora senza colpevoli.
L’entrata in servizio della galleria di base del Monte Ceneri è stata fissata per il 13 dicembre prossimo. I treni però inizieranno a circolare a pieno regime soltanto da marzo 2021. Certo è che la trasversale alpina avvicinerà ancor di più Sud e Nord Europa, e lo farà – paradossalmente – nel cuore di un Paese che tra pochi giorni sarà chiamato a votare sulla cancellazione degli accordi di libera circolazione con l’Unione Europea. Contraddizioni che sembrano difficilmente sanabili anche all’inizio del terzo decennio del XXI secolo.
In ogni caso, rimane la grandezza di un’opera che servirà, e molto, soprattutto a chi vive e lavora nel territorio insubrico. Comaschi compresi, ovviamente. Con i suoi 15,4 km di lunghezza, la galleria di base del Ceneri è il terzo tunnel ferroviario più lungo della Svizzera dopo quelli del San Gottardo (57 km) e del Lötschberg (34,6 km). La galleria è duplice e le due “canne” (a binario unico) distano tra loro circa 40 metri, anche se sono collegate da cunicoli trasversali posti ogni 325 metri.
Lo scavo del tunnel è durato poco meno di 10 anni. Il 21 gennaio 2016, infatti, fu infranto il diaframma principale della canna Ovest. La precisione, vanto degli ingegneri elvetici, fu massima: 2 centimetri di differenza in orizzontale e 1 centimetro in verticale. I lavori di posa della linea ferroviaria – binari, linea elettrica, impianti di sicurezza – sono iniziati nel luglio del 2017.
Il costo dell’opera è stato di 2,6 miliardi di franchi. Come sempre, gli svizzeri hanno tenuto a precisare che «i preventivi sono stati rispettati». Altro particolare che dovrebbe far riflettere.
In questi giorni, a corredo delle tante iniziative legate all’apertura ufficiale del tunnel, la società costruttrice ha fornito qualche numero che bene fa comprendere la grandiosità dell’opera. Ne citiamo due: 3.500 tonnellate di esplosivo utilizzato per lo scavo della galleria; 3 milioni di metri cubi di materiale proveniente dallo scavo.
Ieri, come detto, la cerimonia ufficiale di inaugurazione alla presenza di due componenti del governo federale – la presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga e il consigliere ticinese Ignazio Cassis – e di molte altre autorità locali.
Nelle parole degli esponenti dell’esecutivo di Berna – i discorsi ufficiali sono stati pubblicati online – è apparsa chiara la consapevolezza dell’impatto internazionale ed europeo del collegamento ferroviario. «Festeggiamo il Ceneri che, insieme al Gottardo e al Lötschberg, è il fulcro del più importante corridoio ferroviario tra il Mare del Nord e il Mediterraneo» ha detto Simonetta Sommaruga.
«La Svizzera è nata e cresciuta sfruttando la sua posizione geografica: nel cuore delle Alpi, al centro dell’Europa. Su una via di transito tanto rocciosa quanto fondamentale, al crocevia delle diverse culture europee, tra Sud e Nord. Con quest’opera futuristica sottolineiamo la nostra appartenenza al continente europeo, ieri come oggi un bacino fondamentale per il nostro benessere – ha detto invece Cassis – La Svizzera si è plasmata nel continuo confrontarsi con l’Europa, con i suoi Stati e con l’Unione Europea che oggi ne raduna la maggioranza. Da 7 secoli, tra alti e bassi, cerchiamo soluzioni pragmatiche che rinsaldino la nostra identità pur mantenendo quell’apertura che è necessaria per il nostro successo, per la nostra ricchezza economica ma anche culturale e scientifica, per la nostra forza innovatrice. Il mio auspicio è che questo ultimo tassello della linea veloce che attraversa le Alpi rafforzi questa consapevolezza, questo confronto con il continente, un confronto regolato in modo stabile dagli accordi bilaterali con l’Unione europea».

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