Nuovo dormitorio di Como, il paradosso: Tutti lo chiedono, ma nessuno dà i locali

Dormitorio per emergenza freddo

Secondo appello del sindaco Landriscina a enti e associazioni

La si guardi pure dall’angolazione che si vuole, ma sulla questione del nuovo dormitorio di Como, tutta la città, e tutti i comaschi, non ci stanno certo facendo una gran bella figura.

Il progetto di una nuova struttura di accoglienza per senzatetto, che è stato per mesi una priorità nell’agenda non solo del consiglio comunale, ma anche sul diario social di tantissimi residenti è ancora in una fase di stallo.
Il motivo? Banale quanto drammatico.
Nessuno ad oggi si è detto disponibile a concedere uno spazio idoneo per il dormitorio.
Non il Comune di Como, neppure una delle tante associazioni caritatevoli attive in città, neppure un privato. Palazzo Cernezzi, proprio oggi, ha così fatto un secondo tentativo.

L’amministrazione comunale ha inviato una lettera di sollecito a enti e associazioni per conoscere la loro disponibilità su immobili o locali da destinare all’accoglienza di senzatetto. Uno spazio capace di accogliere almeno 30 persone.
Due mesi fa era stato fatto un primo appello formale, inviato a 21 realtà del territorio, ma ai primi di novembre, nessuno si è ancora fatto avanti.

La mozione per l’istituzione di un nuovo dormitorio, che ha incassato il via libera a luglio scorso da un consiglio comunale decimato dalle ferie estive, con soli 14 voti favorevoli, prevede che la struttura non sia ricercata soltanto tra gli immobili comunali, ma anche tra i soggetti terzi coinvolti direttamente dal Comune.
Palazzo Cernezzi, attualmente, non avrebbe spazi già pronti da destinare all’uso, salvo ristrutturazioni importanti, che necessitano tempo e risorse economiche attualmente non a bilancio.

Dall’estate l’amministrazione sta incontrando le associazioni e gli enti comaschi che si occupano di sociale per capire quali strutture in città siano in grado di ospitare in maniera permanente le persone senza fissa dimora. Ma la soluzione sembra ancora lontana.

«Abbiamo inviato il sollecito per avere una risposta nel più breve tempo possibile. Aspettiamo l’esito della seconda chiamata», commenta il sindaco di Como, Mario Landriscina, che si sta occupando personalmente della vicenda. Nonostante nei mesi scorsi in tanti, politici e non, avevano sposato la proposta di realizzare un nuovo dormitorio, sottolineando come fosse una priorità per la città, a oggi però resta l’incertezza sui tempi di realizzazione della nuova struttura.
Paolo Annoni
Vittoria Dolci

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