Offese a Mattarella sui “social”, il Pd: «Si chieda scusa». Orsenigo: La superficialità è ormai la regola»

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, imbavagliato e «zittito». In nome di una libertà di giudizio e di critica esercitata invero con modalità alquanto spicce e sconvenienti.
La febbre da comunicazione social ha colpito ancora una volta duro. La convinzione che su Facebook e sugli altri canali simili sia possibile dire tutto e il contrario di tutto è ormai fatta propria da moltissime persone.
Buon ultimo il consigliere comunale di Alserio Alessio Pinato, presidente della locale Pro Loco e militante di Fratelli d’Italia.
Il 27 dicembre, con un post pubblicato alle 8 e mezza del mattino, Pinato ha “intimato” al Capo dello Stato di non parlare agli italiani il 31 dicembre nel tradizionale discorso di fine anno.
«Secondo il mio parere, viste le cose di cui ti sei reso complice, penso che questo sia il miglior consiglio», ha scritto il consigliere di Alserio. Scatenando com’era prevedibile una ridda di polemiche.
Il Partito Democratico, in particolare, chiede al sindaco di Alserio di prendere le distanze dalle parole del presidente della Pro Loco. «Bisognerebbe ragionare prima di parlare – dice il segretario provinciale del Pd, Federico Broggi – e soprattutto smettere di scrivere fandonie ridicole spacciandole per vere, come ad esempio la favoletta della Germania che ha imposto il governo Conte. Serve rispetto delle persone, delle istituzioni e della verità. È ora di dire basta alle cialtronate. Si facciano discorsi seri, non si alimenti l’odio. Io condanno apertamente il post del consigliere di Alserio e gli chiedo di usare un linguaggio diverso, fatto di moderazione».
Di «uscita vergognosa» parla invece Angelo Orsenigo, consigliere regionale Dem. «Non è accettabile leggere certe cose, pretendo scuse ufficiali alla cittadinanza, alle istituzioni e al buon senso. Siamo di fronte a quei famosi segnali di allarme che non vanno presi sottogamba, in particolare quando arrivano da chi svolge un ruolo politico-istituzionale». L’errore più grave, aggiunge Orsenigo, sarebbe «minimizzare, giustificare, parlare di ragazzate o cose di poco conto. Non è così. La superficialità nel trattare temi e argomenti è ormai la regola. Una cosa davvero insopportabile».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.