Oggi a Lariobook “Di sangue e di ghiaccio” con Mattia Conti

Mattia Conti

Il romanzo ambientato nel manicomio del San Martino

Riaccendiamo i riflettori sul caso San Martino, a 40 anni dalla Legge Basaglia. È infatti ambientato nell’ex ospedale psichiatrico di Como, che fu uno dei principali manicomi italiani, il romanzo Di sangue e di ghiaccio edito da Solferino. Protagonista dell’incontro di oggi a LarioBook alle 18 è il suo autore, il giovane Mattia Conti, lecchese, classe 1989, che con questo libro si è aggiudicato il prestigioso “Campiello giovani”.

Una storia di “vinti”, di personaggi tagliati fuori dalla storia, che riecheggia il mondo di Giovanni Verga, specie il suo racconto Rosso Malpelo. Ma ha anche ascendenze fuori dall’Italia.

«Con questo libro ho voluto raccontare il Lario alla fine dell’Ottocento con lo stile del realismo magico di Gabriel Garcia Marquez – dice Conti – ripescando dal passato credenze popolari come la stregoneria, animali che diventano umanizzati, scene realistiche che diventano incubi. Una storia che ha molto a che fare con la graphic novel, perché io lavoro anche nel cinema oltre che nella scrittura, e creo storia pensandole già come immagini».

Conti sta già lavorando al prossimo libro, è nella fase dello studio. «Sto facendo ricerche molto ampie in ambito storico e letterario, sto ancora andando a caccia della mia storia».
Conti ha fatto il liceo artistico e studiato cinema e tv e fa parte della “film commission” lecchese. «Sviluppo nuovi format originali per una casa di produzione milanese dice – cerco storie nuove e quindi consulto tanto materiale video alla ricerca di nuovi spunti». Cosa pensa del fenomeno “Lariowood” che porta tanti produttori a scegliere il Lario come scenografia, tra un mese online ci sarà Murder Mystery di Netflix: «Arrivano prima gli stranieri a capire che viviamo, noi lariani, in un contesto splendido che il cinema può valorizzare enormemente. È un vero peccato non aver ancora capito che la filiera del cinema e della creatività, e parlo sia da scrittore che da uomo di cinema, può essere non solo un fiore all’occhiello ma anche un’occasione di sviluppo per il territorio».

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