Olimpiadi, il bilancio dei lariani: brilla la medaglia di Pietro Ruta

Pietro Ruta Menaggio

Una medaglia di bronzo nel canottaggio, risultati in linea con le aspettative e qualche delusione. È questo il bilancio della spedizione comasca alle Olimpiadi di Tokyo, che si chiudono oggi nella capitale giapponese. Una edizione che per i colori dell’Italia – soprattutto nell’atletica leggera – si è rivelata trionfale.
Canottaggio
Il remo ha regalato la gioia del bronzo conquistato dal lariano Pietro Ruta – cresciuto nella Canottieri Menaggio, ora in forza alle Fiamme Oro – con il sardo Stefano Oppo nel “doppio Pesi leggeri”. Un podio che ha avuto un significato particolare, visto che è arrivato in giorni molto difficili per i luoghi di origine dei due azzurri, con il Comasco martoriato da violenti nubifragi e l’Oristanese dagli incendi.
Ruta e Oppo hanno chiuso alle spalle della favorita Irlanda, prima, e della Germania. Per Pietro (“Peppo” per gli amici), al ritorno in Italia, grandi festeggiamenti, con una bella festa in piazza a Menaggio organizzata dalla Canottieri (nella foto).
«Il campo di gara era molto ventoso e quindi la prova con i nostri avversari s è fatta da subito molto impegnativa – ha raccontato Pietro Ruta – Arrivati agli ultimi 500 metri abbiamo capito che era giusto e saggio contenere eventuali ritorni da parte degli avversari e puntare al bronzo, sicuramente alla nostra portata. E così abbiamo fatto».
Nel “due senza” femminile, sesto posto nella finale B (e dodicesimo assoluto) per la comasca Aisha Rocek (Lario-Carabinieri) e Kiri Tontodonati. Nel settore delle donne l’Italia ha festeggiato l’oro nel “doppio Pesi leggeri femminile” con Federica Cesarini e Valentina Rodini. Gioia per il loro allenatore, il lariano Stefano Fraquelli (che ha la delega del direttore Francesco Cattaneo per il settore donne) e dedica particolare di Federica e Valentina a Filippo Mondelli, il canottiere cernobbiese scomparso alla fine di aprile a 26 anni, che a più riprese è stato ricordato da tutti i suoi colleghi del remo nel corso di questi Giochi. Con il “quattro di coppia” (quinto a Tokyo) proprio Mondelli a Linz, nel 2019, aveva ottenuto il pass per il Giappone.
Scherma
Per rimanere nelle medaglie merita comunque una segnalazione il bronzo della squadra di fioretto femminile con Arianna Errigo. Un podio in un contesto particolare, con la delusione di aver perso malamente la semifinale con la Francia; l’Italia era in netto vantaggio e con la stessa Arianna Errigo è stata protagonista negativa nel finale.
Ormai Arianna da tempo non è più comasca, ma è cresciuta in città e nella palestra della Comense e merita comunque una citazione. Male, per lei, anche la prova individuale, con la sconfitta nei quarti con l’altra azzurra Alice Volpi.
Quella della scherma, e in particolare del fioretto, non è stata una spedizione all’altezza del passato, al punto che proprio in questi giorni gli atleti di questa specialità hanno chiesto la sostituzione del commissario tecnico Andrea Cipressa.
Marcia
Nell’atletica, nella gara dei 20 chilometri di marcia in cui ha vinto la pugliese Antonella Palmisano, 52° e penultimo posto per Eleonora Anna Giorgi. La cabiatese è andata in crisi fisica e psicologica dopo pochi chilometri e si è fermata. Poi, per orgoglio e rispetto della maglia azzurra, come ha lei stessa spiegato, è ripartita e ha deciso di arrivare comunque al traguardo, anche se nelle retrovie.
«Grazie di cuore per i vostri messaggi – è stato il post che la comasca ha scritto sui social dopo la prova disputata a Sapporo – Mi avete emozionato tanto. La gara non è andata come sognato, ma ho voluto onorare la maglia azzurra e lo spirito olimpico. Vi voglio bene e super complimenti ad Antonella per l’oro».
Salto in alto
Non bene Alessia Trost, pordenonese che da qualche tempo si è trasferita in città e che si allena al Campo Coni. Nel salto in alto femminile si è fermata alla quota di 1.90 e non è nemmeno entrata in finale. Alessia non è partita male, superando 1.82 e 1.86; a 1.90 si è trovata in difficoltà (turno superato al terzo tentativo), poi a 1.93 dopo tre errori è stata definitivamente eliminata.
Volley e basket
In una Olimpiade che per l’Italia è stata trionfale, a deludere sono state le squadre. Nel basket e nella pallavolo gli azzurri si sono fermati ai quarti, anche se il discorso per le due formazioni è ben differente.
Del team di pallavolo faceva parte il comasco Simone Anzani. Gli azzurri sono stati sconfitti a sorpresa dall’Argentina al tie-break: (21-25, 25-23, 25-22, 14-25, 15-12 i parziali per i sudamericani). Grande amarezza per la formazione tricolore, che era considerata nel ristretto gruppo delle favorite per il successo finale.
«È stato un sogno fantastico. Un assaggio di cosa vuol dire stare nell’Olimpo dello sport – ha commentato Anzani – Purtroppo la ferita è ancora aperta ci vorrà qualche giorno per farla richiudere; ma bisogna sapersi rialzare più forti e tignosi di prima. Bisogna provarci, riprovarci e riprovarci ancora: ci riprenderemo e lotteremo insieme per i prossimi obbiettivi».
Fuori ai quarti anche l’Italbasket, eliminato dalla Francia per 75-84, in una gara in cui i transalpini erano nettamente favoriti. Ma in questo caso la squadra di coach Romeo Sacchetti è stata all’altezza delle aspettative ed è andata avanti in un torneo a cui si era qualificata pochi giorni prima dell’inizio dei Giochi, con la clamorosa vittoria nella selezione preolimpica di Belgrado. In rosa due cestisti legati a Cantù, a partire da Stefano Tonut, figlio di Alberto, nato proprio nella “città del mobile” quando il padre Alberto militava con i brianzoli. In campo anche Niccolò Mannion, detto Nico, classe 2001, figlio di Pace, quest’ultimo protagonista della vittoria in Coppa Korac dell’allora Shampoo Clear nel 1991.
Canoa
Non è propriamente comasco, anzi, è pavese della Canottieri Ticino, ma è comunque legato al Lago di Pusiano, dove si è allenato regolarmente negli ultimi anni per preparare la partecipazione ai Giochi di Rio e di Tokyo. Anche dalle nostre parti è stato festeggiato l’argento di Manfredi Rizza nel K1 200 metri dalla canoa velocità, alle spalle dell’ungherese Sandor Totka. Prima della partenza per il Giappone, la società Ckc Pusiano aveva organizzato una festa benaugurante; appena sarà possibile per Rizzo ci sarà una nuova cerimonia per celebrare l’exploit sulle acque del Sea Forest Waterway.

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