Omicidio di Veniano, le drammatiche testimonianze degli amici che erano alla festa

omicidio di un giovane nel parco di Veniano

«Non è possibile morire per uno schizzo d’acqua». Sono sotto shock e sconcertati gli amici di Hans Junior Krupe, ucciso domenica sera a coltellate dopo un banalissimo screzio con un 47enne di Fenegrò, poi arrestato.
Sono numerosi i giovani che stavano partecipando alla festa di Veniano e che sono poi accorsi al campo sportivo, quando si è diffusa la notizia di un episodio molto grave. In pochi minuti, tutti sapevano del ferimento del 25enne. E per ore hanno sperato che potesse salvarsi.
Tra gli amici, alcuni hanno assistito impotenti all’aggressione e proprio anche grazie alle loro testimonianze, i carabinieri sono arrivati rapidamente al nome del presunto omicida. «Ero al parco – racconta un amico di Hans, un ragazzo di 17 anni – Questo mio amico stava bevendo alla fontana, normalmente. La fontana “spara” molta acqua e sono arrivati degli schizzi a un uomo che era lì vicino, che avevo già visto, ma che non conosco di persona. Quest’ultimo si è arrabbiato moltissimo e ha incominciato a insultare il mio amico, che non è stato zitto ovviamente e ha risposto».
«All’improvviso l’uomo ha estratto un coltello – aggiunge – e ha cominciato ad accoltellare Hans al fianco e al braccio. Hans si è trascinato per qualche metro e poi è stato soccorso».
Tra i primi ad accorrere un medico che stava partecipando alla festa del paese.
«È assurdo. Non c’è stata una vera lite – dice una giovane che era su una panchina a poca distanza dalla fontana – Non abbiamo sentito gridare, non c’è stato nulla che facesse pensare a persone che litigavano. È stato un attimo e ci sono state le grida di aiuto per Hans ferito».
«Eravamo al parco come ogni sera, a scherzare e basta, una serata di divertimento come le altre – aggiunge il ragazzo che ha assistito all’aggressione – Hans era una persona che non dava fastidio a nessuno, si faceva i fatti suoi e non cercava problemi con gli altri. Si divertiva con gli amici, usciva. Cose normali. Non doveva morire così, non se lo meritava».
«Ero con lui poche sere fa a casa a guardare un film – dice un altro amico – Passavamo sempre il tempo in compagnia, normalmente. Non è giusto morire in questo modo, per uno schizzo d’acqua. È una cosa che non ha senso, era al parco solo per divertirsi con gli amici».
«Domenica sono stato al lago con altri amici – aggiunge – Ho iniziato a vedere messaggi che parlavano di qualcosa accaduto alla festa e in poco tempo tutti sapevano che Hans era stato ferito. Nella notte abbiamo saputo che non ce l’aveva fatta. È un dolore troppo forte, ora dovremo cercare di stare vicino ai suoi genitori».

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