Cronaca

Ospedali a rischio, è scontro Regione-governo

L’assessore Luciano Bresciani: «Noi non chiudiamo alcuna struttura»
Tagliati e poi salvati nel giro di 48 ore. Hanno tenuto il fiato sospeso, 3 ospedali del territorio. Il giallo sull’eliminazione dei presìdi sanitari di piccole dimensioni – deflagrato con una violenza dirompente nelle ore scorse – ha riguardato da vicino il futuro del “Felice Villa” di Mariano Comense (60 posti), dell’ospedale Erba-Renaldi di Menaggio (77 posti), entrambi facenti parte dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e del presidio Villa Beretta di Costamasnaga (Lecco) dove si contano
un centinaio di posti, di proprietà del Valduce.
Dalla lettura di un primo elenco stilato dal governo nell’ambito della Spending review, sembrava che il destino dei piccoli nosocomi (in base al numero dei posti letto esistenti) fosse segnato.
Panico e scompiglio rientrati dopo l’annuncio, arrivato ieri pomeriggio dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che sanciva la marcia indietro e lo stop alla sforbiciata dei piccoli presìdi. Una manovra che avrebbe portato in cassa circa 200 milioni di euro. È invece passata la linea che demanda alle singole Regioni la decisione su come e dove intervenire.
Comprensibile l’ira dell’assessore lombardo alla Sanità, Luciano Bresciani. «L’atteggiamento del ministro non mi è affatto piaciuto. A Roma non hanno avuto il coraggio di indicare dove tagliare e dove chiudere e così hanno passato la palla alle Regioni – dice Bresciani – Ma se pensano che ora saremo noi a decidere quali presìdi chiudere, si sbagliano di grosso. Posso tranquillamente dire che non si chiude alcuna struttura. Non le toccheremo. Ma faremo un lavoro, peraltro già iniziato da tempo, di razionalizzazione. Organizzeremo in maniera ancor più efficiente le funzioni di ogni singolo ospedale e accorperemo, dove possibile, i vari servizi».
E sempre ieri anche il presidente della Regione, Roberto Formigoni, su Twitter, ha invitato il governo a evitare tagli, letteralmente, «ad cazzium». Un continuo rimpallo di notizie che ha inevitabilmente creato tensione tra gli utenti. «Molti pazienti ci hanno chiamato per chiederci conto di quanto stava accadendo. Persone che avevano prenotato visite a Costamasnaga – dice il direttore sanitario dell’ospedale Valduce, Alessandro Rampa – e si domandavano se fossero ancora valide le date prenotate».
Questo cambiamento in corsa, ovviamente, non metterà al sicuro tutte le strutture regionali. Sarà infatti inevitabile analizzare caso per caso e decidere come poter intervenire. «Posso dire che gli ospedali in questione hanno le caratteristiche necessarie per poter tranquillamente continuare a operare – afferma il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Giuseppe Brazzoli – A Mariano Comense abbiamo un polo riabilitativo all’avanguardia. Il presidio di Menaggio è invece assolutamente funzionale al territorio che copre, accogliendo anche pazienti in arrivo dai paesi limitrofi. Ecco perché eravamo e siamo tranquilli».
In ogni caso, «cerchiamo sempre di rispondere alle esigenze dei nostri pazienti. Creando poli funzionali, efficienti e cercando di contenere i costi. Proprio oggi (ieri, ndr) sono andato a Menaggio per spiegare l’accaduto – aggiunge Brazzoli – Così il personale potrà fornire tutti i chiarimenti necessari a quanti, e sono già arrivate molte telefonate, dovessero chiamare preoccupati».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Sempre ieri, nell’ambito della polemica che è esplosa tra il governo e la Regione, anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha invitato su Twitter il governo a evitare tagli, letteralmente, «ad cazzium»
6 luglio 2012

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