Palpeggia una mamma in ascensore: per non andare in cella dovrà risarcire

Tribunale Como

Sconto di pena in Appello per il 63enne originario di Roma ma residente a Erba, accusato di aver palpeggiato e baciato in un ascensore le parti intime di una mamma che era salita con il figlio piccolo nel passeggino. L’uomo, secondo il capo di imputazione, avrebbe finto di dare bacio al piccolo e poi, risalendo, avrebbe abusato della mamma. L’accusa era ovviamente quella di violenza sessuale, seppur di lieve entità. In primo grado, l’uomo era stato condannato a 2 anni e mezzo di pena. Ieri invece, di fronte ai giudici di secondo grado, è arrivato lo sconto di sei mesi per una pena quantificata in 2 anni.

La sospensione della stessa è stata condizionata al risarcimento del danno entro nove mesi dal passaggio in giudicato del pronunciamento, danno che è stato quantificato in 4mila euro. Se l’uomo non dovesse pagare, andrebbe in cella. La difesa (avvocato Maruska Gervasoni) ha però già preannunciato l’intenzione di non fermarsi e di chiedere anche l’intervento della Cassazione. I fatti sarebbero avvenuti all’interno dell’ascensore di un condominio di Erba, il 15 giugno del 2017. La mamma era poi andata a sporgere denuncia – l’8 luglio – dai carabinieri di Asso, riferendo l’accaduto.

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