Paolo Bettini: «Tappa di Como del Giro, prevedo un attacco di Vincenzo Nibali»

Da sinistra Luca Levrini, Carola Gentilini, Paolo Bettini e Roberto Spata

«A Como sono sempre legato, per le mie vittorie al Giro di Lombardia, ma anche per la presenza di un mio caro amico come Luca Paolini, che posso considerare un fratellastro e che torno sempre volentieri a trovare». Parole di Paolo Bettini, ieri in città per il primo degli incontri organizzati dalla Fondazione Volta in vista del Giro d’Italia, che farà tappa sul Lario domenica 26 maggio con l’arrivo finale in piazza Cavour.
Bettini ha partecipato a un incontro allo Yacht Club con Adriana Spazzoli, direttore marketing e comunicazione di Mapei, Maurizio Casasco (presidente Federazione medico sportiva italiana), l’iridato di vela Roberto Spata e Luca Paolini, ex ciclista, a fianco di Bettini nei successi più importanti del campione toscano.
Bettini è stato il primo dei campioni che nei prossimi giorni arriveranno sul Lario. Tra i nomi attesi in città Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Paolo Savoldelli e il commissario tecnico della Nazionale Davide Cassani.
Damiano Cunego sarà ospite dell’auditorium di Corriere di Como ed Espansione Tv domenica 19 maggio per presentare il suo libro “Purosangue – Il piccolo principe, un campione a pane e acqua”, con Tiziano Marino.
Per Paolo Bettini quella di ieri è stata una giornata in cui si è parlato sia del passato, sie dell’imminente futuro, con la tappa del Giro che il 26 terminerà in città. Quel giorno tornerà sul Lario, visto che è testimonial di uno degli sponsor della “Corsa rosa”.
«La frazione che si concluderà a Como potrebbe favorire qualche corridore in cerca di gloria di giornata – spiega Bettini – anche perché arriva due giorni prima del percorso con il Passo del Gavia. È una tappa non indifferente; non sarà l’ago della bilancia di questo Giro d’Italia ma non dovrà essere sottovalutata. Il finale è tosto, da “classica” e i big della corsa dovranno fare molta attenzione per non uscire con qualche danno».
«Ma allo stesso tempo – ha aggiunto – penso che quel giorno la Ivrea-Como possa stuzzicare un corridore come Vincenzo Nibali per provare ad andare all’attacco su strade che conosce bene, dove ha già vinto in due occasioni il Giro di Lombardia e in cui si allena quotidianamente».
Il campione olimpico ad Atene 2004, due volte iridato e vincitore di due giri di Lombardia nel 2005 e nel 2006 – vittoria quest’ultima dedicata al fratello Sauro, deceduto qualche giorno prima – si è poi soffermato proprio sui suoi successi in terra lariana: «A Como ho vinto due Giri di Lombardia e soprattutto il secondo successo è arrivato in un giorno molto particolare per me. Per certi versi mi sto rendendo conto solo in questa fase della mia vita di quello che ho fatto in quelle occasioni».
«Nel 2005 in una intervista prima della gara dissi “Se non lo vinco quest’anno non lo vinco più” perché ero davvero convinto di poter andare forte – conclude Paolo Bettini – L’anno successivo, invece, in una atmosfera completamente diversa ci fu quella che viene ricordata dalle persone come una delle giornate più emozionanti dello sport degli ultimi anni. Per me, parlando da un punto di vista non ciclistico, fu una delle più dure».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.