Paratie, il cantiere slitta ancora: lavori non prima dell’estate 2020

Como, lungolago con cantiere paratie

È una questione di punti di vista. Per le opposizioni si tratta dell’ennesimo rinvio e, in buona sostanza, di una figuraccia. Per l’assessore, invece, è «solo un piccolo slittamento dei tempi dovuto a una situazione particolarmente complessa».
Le paratie si confermano cantiere maledetto. Cantiere infinito sul quale è meglio non dare mai nulla per certo. Ne sanno qualcosa i sindaci che hanno preceduto Mario Landriscina e ne sanno qualcosa, da qualche anno a questa parte, anche gli amministratori e i tecnici della Regione, tuttora alle prese con una quantità inattesa di problemi di non facile soluzione.
La questione paratie è tornata all’attenzione pubblica ieri grazie a un question time del consigliere regionale del Partito Democratico Angelo Orsenigo il quale ha chiesto all’assessore Massimo Sertori di fare il punto della situazione.
Meno di tre mesi fa, a metà aprile, era stato lo stesso Sertori ad annunciare – in un video girato nel suo studio assieme al sottosegretario Fabrizio Turba – la più che probabile gara d’appalto «a giugno». L’assessore aveva anche spiegato come il progetto fosse praticamente terminato e come ogni problema fosse stato incanalato sulla strada della possibile soluzione.
Ieri, intervenendo in aula per rispondere a Orsenigo, qualcosa è ancora cambiato.
«Siamo in fase di validazione del progetto esecutivo, che sarà redatto entro il 26 giugno – ha detto Sertori – così che il 2 luglio possa essere pubblicato il bando di gara». Un bando, stando alle parole dell’esponente del governo di centrodestra della Regione, «che si svolgerà entro sei mesi, ma che tutti si adopereranno per cercare di comprimere nei tempi. Dal momento della pubblicazione del bando a inizio lavori, trascorreranno al massimo altri sei mesi».
Fatti rapidamente i conti, il cantiere delle paratie dovrebbe ripartire nel luglio del prossimo anno, ovvero in piena stagione estiva 2020. «Non siamo partiti da un “lenzuolo bianco”, ma da un cantiere già avviato – si è giustificato Sertori – ci sono state complicazioni e tante osservazioni e i progetti hanno dovuto essere riaggiornati». Una di queste complicazioni è relativa al cantiere di Tavernola, previsto come centro deposito da utilizzare durante i lavori e oggi occupato anche da un’altra azienda.
«È l’ultimo nodo da sciogliere – ha assicurato l’assessore regionale – Stiamo verificando se potrà essere usato in entrambe le fasi dei lavori. Tuttavia, confido che nel giro di due settimane risolveremo anche quest’ultimo tema». Tra una verifica e l’altra, dall’ultima promessa (novembre 2018) sono già trascorsi sette mesi. Il cantiere avrebbe già dovuto essere in piena attività. Ma tutto è ancora fermo.
Ora, sempre che la maledizione delle paratie non scateni la sua furia un’altra volta, i primi chiodi saranno battuti tra un anno. Considerato che «la durata dei lavori – come specificato da Sertori ieri – non dovrebbe subire modifiche, in 21 mesi sarà conclusa la “fase 1”, nella quale la passeggiata sarà finalmente completata». Mentre per la “fase 2” (adeguamento sismico della vasca B) «occorrerà invece attendere ancora qualche altro mese». Appuntamento, quindi, a maggio 2022. Il mese in cui si vota, a Como, per eleggere il sindaco. Che coincidenza.

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