«Pronto a sfiduciare il sindaco». La provocazione di Alessandro Rapinese

Rapinese Alessandro

«Mi interessa l’opportunità di rendere la città più ordinata. Una città in cui valgano le regole. Tutto il resto sono fantasie». Dopo il sindaco Mario Landriscina, anche il consigliere Alessandro Rapinese – capogruppo della lista che porta il suo nome – smentisce ogni genere di accordo politico sul regolamento di polizia locale.
L’avvicinamento delle posizioni tra il centrodestra e quello che, fino a oggi, è stato il più duro oppositore della giunta, sta facendo molto discutere.
Non solo: secondo qualcuno è anche il preludio a una mini-rivoluzione a Palazzo, con Forza Italia sempre più sulle barricate e Rapinese sempre meno “cattivo”. «Niente di più sbagliato – dice però lo stesso Rapinese – Come ho dichiarato in aula, se il consiglio approverà i nostri emendamenti al testo, alla fine voteremo a favore. Non c’è scambio politico, io do la prevalenza al bisogno delle regole».
La polemica contro chi lo accusa di essere diventato la stampella di Landriscina è dura e netta. «È singolare che mi accusi il centrosinistra, quelli che hanno fatto la lista unica con Fratelli d’Italia alle Provinciali – dice Rapinese – Nel caso del regolamento in ballo c’è un documento che mi interessa e che farò approvare alle mie condizioni. Non devo certo rendere conto delle mie scelte a chi ama il campeggio sotto la stazione San Giovanni».
Il riferimento è all’occupazione del prato durante l’emergenza profughi di tre anni fa. «Il centrosinistra ha in mente una città che a me non piace – insiste il consigliere di opposizione – Capisco molte cose, ma il decoro e l’ordine devono esserci a prescindere da eventuali carenze dei servizi sociali, non si può consentire che questa città si trasformi in un bivacco».
Rapinese se la prende anche con Forza Italia, alla quale chiede maggiore «coraggio politico. Che esca dalla maggioranza qualora il regolamento passi con i miei voti decisivi non ci credo. In ogni caso, li sfido apertamente: il giorno dopo l’eventuale approvazione del regolamento di polizia, Forza Italia firmi la mia mozione di sfiducia al sindaco e mandiamo tutti a casa. Se non lo fanno sono i soliti poltronari».
Poi l’ultima provocazione: «Voterò ogni altra cosa di buon senso, il no a prescindere non è il mio modo di agire. Faccio accordi sui contenuti, non sulle cadreghe».

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