Paratie, Sacaim e Comune a un passo dalla rottura

Lettera di Palazzo Cernezzi per intimare la ripresa dei lavori. Ma si rischia la causa
Svolta drammatica nei rapporti tra Comune di Como e Sacaim. Tanto che – nel peggiore scenario possibile – il cantiere delle paratie potrebbe essere alla vigilia di un clamoroso e definitivo impasse. Uno scenario che a Palazzo Cernezzi – sebbene a livello ufficioso – non si esita a definire «potenzialmente catastrofico». Ma vediamo come e perché i lavori per la maxiopera sul lungolago sono arrivati a un bivio simile.
Tutto nasce nell’ultimo mese. Cioè da quando l’amministrazione

comunale, pur conscia della situazione economico-finanziaria difficilissima di Sacaim, in amministrazione straordinaria da agosto, ha scritto all’azienda con un obiettivo ben preciso: decidere insieme una rapida ripresa del cantiere di Como. Alla lettera non è arrivata risposta. Strano, soprattutto alla luce delle ultime parole pronunciate dal sindaco di Como, Stefano Bruni, lo scorso 3 novembre. Quel giorno, infatti, il primo cittadino diede conto di un incontro rassicurante con i commissari che, dalla scorsa estate, hanno materialmente in mano le leve dell’impresa per salvarla dallo spettro del fallimento. A fronte della dichiarata volontà di Sacaim di non abbandonare il cantiere delle paratie, Bruni affermò che i lavori sarebbero ripartiti entro la fine di novembre. Ossia, esattamente in questi giorni.
Che difficilmente sarebbe andata così, però, lo si è appreso qualche giorno dopo. Cioè quando anche la seconda missiva spedita da Palazzo Cernezzi a Sacaim, con la quale si chiedevano all’azienda veneziana i tempi e le modalità di ripresa del cantiere, è rimasta lettera morta. Un segnale d’allarme che, purtroppo, finora si è dimostrato giustificato. Tanto che, come anticipato, tra oggi stesso e domani al massimo, dopo altre settimane trascorse in vana attesa, il Comune ricorrerà all’unico strumento forzoso possibile prima di affidarsi alle carte bollate. Da Como, infatti, sarà spedito alla sede veneziana della Sacaim un ordine di ripresa immediata dei lavori. In altri termini: un ultimatum bello e buono per far tornare mezzi e operai sul lungolago di Como. Cosa significa questo atto di forza? Due cose su tutte.
La prima: evidentemente il ricorso a uno strumento così dirompente testimonia una enorme difficoltà dell’amministrazione ad avere contatti diretti con Sacaim e, in particolare, con i 3 commissari a capo dell’azienda.
La seconda: a Palazzo Cernezzi, dopo due tentativi infruttuosi, si è fatta strada la convinzione che ben difficilmente Sacaim tornerà a Como in tempi rapidi e di sua spontanea volontà.
Il ricorso all’ordine di ripresa dei lavori potrà avere due conseguenze. La migliore, ovviamente, sarebbe il ritorno sul Lario in tempi brevissimi di una “ubbidiente” Sacaim. La peggiore sarebbe invece quella già messa in conto dall’amministrazione: l’avvio di un contenzioso legale con l’impresa, capace di bloccare per anni il cantiere. Scenario spaventoso, quest’ultimo, che terrà certamente il Comune (e la città) con il fiato sospeso per qualche settimana ancora.
L’ALTRO VERSANTE
In questo quadro di tensione altissima, sempre ieri si è inserito un secondo elemento tutt’altro che rassicurante. Si è infatti appreso che Sacaim ha già raggiunto l’accordo con il ministero del Lavoro per applicare la cassa integrazione straordinaria a tutti i dipendenti dell’azienda. E il fatto che ancora il provvedimento non sia stato tradotto in realtà potrebbe essere soltanto una questione di tempo. Di sicuro, c’è che ad oggi, sul cantiere delle paratie di Como, figurano attivi 3 dipendenti Sacaim (2 operai e un geometra). Ma il problema maggiore è che non sembrano in vista prospettive migliori.
«Al momento – ha confermato ieri il sindacalista della Uil Riccardo Cutaia – non abbiamo alcuna notizia su uno smistamento a Como di altri operai Sacaim impegnati in altri cantieri dell’azienda. E anche all’Ance non hanno ricevuto alcun segnale in tal senso». Da qui, dunque, una conclusione tanto semplice quanto problematica. «Allo stato dei fatti – afferma il sindacalista – non vi è alcuna possibilità che il cantiere per le paratie possa riprendere nei prossimi giorni, sicuramente non entro questa fine mese».
Insomma, la situazione sul lungolago è davvero critica. E la permanenza sul primo lotto dei giochi per bambini installati a suo tempo da Gianluca Zambrotta aggiunge un tocco surreale in più.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il primo lotto del cantiere per le paratie ha ormai un’aspetto surreale: i giochi per i bimbi lasciati da Zambrotta sono circondati dal deserto più assoluto (Fkd)

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