Paratie, scoppia la polemica tra Lucini e due consiglieri regionali

altDotti: «Non c’è traccia dei soldi promessi». Il sindaco: «Lui e Fermi non hanno fatto nulla»
(a.bam.) Scoppia la polemica tra il sindaco di Como, Mario Lucini, e i consiglieri regionali Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) e Alessandro Fermi (Forza Italia). La miccia è, ancora una volta, l’eterno cantiere delle paratie antiesondazione di Como.
Ieri pomeriggio, Dotti ha diffuso una dichiarazione sulla somma di un milione e 800mila euro in più che servirà al Comune per completare l’opera. Un aumento di costi emerso dopo la presentazione in Regione dell’ultima perizia di variante e che, secondo il sindaco Lucini, verrà coperto dal Pirellone.
A questo proposito, il consigliere Dotti, dopo un incontro con l’assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi, ha detto: «Del milione e 800mila euro per completare il cantiere delle paratie annunciato lunedì in consiglio comunale dal primo cittadino non c’è traccia né in alcuna delibera di giunta della Regione né nei capitoli di spesa riferiti all’assessorato regionale al Territorio».

Pronta la replica del primo cittadino, giunta nel tardo pomeriggio di ieri.
«A riprova delle rassicurazioni che mi erano state fornite dal presidente Maroni – ha sottolineato Lucini – pochi giorni fa gli uffici della Regione mi hanno confermato che la giunta regionale, con il decreto numero 2546 del 27 ottobre 2014, aveva approvato il progetto di bilancio 2015-2017 che conteneva gli 1,8 milioni di euro necessari per il completamento della perizia di variante».
Poi, l’affondo politico. «Sottolineo ancora una volta lo spirito collaborativo del presidente Maroni sull’argomento. Purtroppo – attacca Lucini – non posso dire lo stesso dei consiglieri regionali comaschi Dotti e Fermi. Oltre a non aver offerto alcuna collaborazione sulla vicenda da quando sono stati eletti, sembrano avere come unico auspicio quello di affossare gli sforzi messi in campo per la risoluzione della questione delle paratie».
Fermi viene chiamato in causa da Lucini per una lettera, inviata al governatore della Lombardia, Roberto Maroni, nella quale sostiene, in sintesi, che la scelta della Regione di dare al Comune di Como altri due milioni per le paratie è difficilmente giustificabile di fronte a tutti gli altri amministratori locali che lottano contro il dissesto idrogeologico e brinderebbero per avere un decimo di quelle risorse. All’attacco di Lucini, Fermi risponde che «il sindaco di Como deve capire che non è l’unico amministratore della provincia e i comaschi devono sapere che se il cantiere delle paratie ripartirà sarà solamente per merito del presidente Maroni e dei consiglieri regionali che hanno lavorato alla soluzione».

Nella foto:
Per completare il cantiere delle paratie è necessario un nuovo finanziamento di 1,8 milioni di euro

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