Paratie, ultimatum della Regione. Variante tra 17 giorni o via i fondi

altIl cantiere del lungolago
Viviana Beccalossi: «Siamo stati fin troppo pazienti»
Ha tutte la caratteristiche di un ultimatum per il Comune di Como la nota diffusa ieri dall’assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi sul cantiere delle paratie.
«A oggi – ha detto l’assessore – la documentazione richiesta al Comune di Como – sulla perizia di variante – non è ancora stata consegnata agli uffici regionali. Nonostante formali solleciti a gennaio, aprile, maggio, giugno e luglio di quest’anno».
«Per noi il 30 settembre – data indicata dallo stesso Comune

di Como in luglio – è l’ultima data disponibile. Anche perché, altrimenti, ci vedremo costretti a riconsiderare le risorse previste e già stanziate nel bilancio».
«Regione Lombardia è stata fin troppo paziente» conclude Beccalossi.
In gioco ci sono qualcosa come 11,5 milioni di euro messi a bilancio dal Pirellone per la variante.
Alle dichiarazioni dell’assessore di centrodestra hanno fatto seguito quelle dei consiglieri dello stesso schieramento, Dotti e Fermi.
«Da mesi lavoriamo senza sosta per far sì che i comaschi possano riappropriarsi del loro lungolago. La pazienza è finita – attacca Francesco Dotti di Fratelli d’Italia – C’è un termine, quello del 30 settembre, oltre il quale non si può andare. Altrimenti il Comune ne risponderà davanti a cittadini, operatori turistici, imprenditori e a tutti coloro che si interrogano da mesi sul futuro del lungolago. Al sindaco di Como dico una sola cosa: sveglia!».
Sulla stessa linea Alessandro Fermi (Forza Italia). «Credo che la situazione si commenti da sola. Sembra incredibile, ma rischiamo di perdere il contributo straordinario – dice Fermi – Non è nemmeno possibile pensare di tenere bloccati oltre 11 milioni di euro per l’inerzia del Comune di Como. La scelta di rivedere completamente il progetto da parte di Lucini era un azzardo e gli era stato detto in ogni modo», conclude.
Cerca di gettare invece acqua sul fuoco Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd. «Il lungolago di Como è un patrimonio regionale e nazionale, non solo locale – attacca – Regione Lombardia ha tutto l’interesse a risolvere questa problematica che le precedenti giunte comunali di centrodestra hanno lasciato in eredità».
«Palazzo Cernezzi ha fatto ciò che doveva fare – aggiunge Gaffuri – Ora come è noto è in corso una trattativa con l’impresa sui lavori che dovranno essere effettuati. Bisogna ponderare ogni passo, perché i precedenti amministratori hanno dimostrato che partire con le opere anche quando non si dovrebbe causa solo danni epocali alla città. Quasi un anno di slittamento dei termini? Sappiamo tutti che il cantiere delle paratie è complicato e non certo ordinario».
E in serata è arrivata anche la risposta del sindaco, Mario Lucini, ai microfoni di Espansione Tv.
«La perizia di variante è pronta – rassicura il sindaco – Ora stiamo facendo un percorso di condivisione con l’azienda. Mi sembra più intelligente mandare in Regione un documento condiviso con Sacaim, per evitare contestazioni successive».
Alla domanda se la scadenza del 30 settembre verrà rispettata, Lucini risponde: «Penso proprio di sì. E se entro la fine di settembre il percorso di condivisione con l’azienda non fosse ancora chiuso potremmo comunque mandare la perizia».
Il sindaco lancia infine una stoccata all’assessore regionale riguardo le accuse di scarse collaborazioni e comunicazioni.
«In questi mesi abbiamo puntualmente informato il Pirellone sui progressi. Con un cantiere così complesso è meglio presentarsi con un elaborato completo e condiviso piuttosto che guadagnare una settimana e avere problemi dopo».

Paolo Annoni

Nella foto:
È scontro politico tra centrodestra e centrosinistra per il cantiere delle paratie

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