Passaggi a livello, Comune senza soluzioni. La disfatta

passaggio a livello Como viale Lecco via Grossi

Oltre il danno la beffa. Da domani i comaschi rimarranno imprigionati davanti ai passaggi a livello che raddoppieranno i tempi di chiusura, la viabilità non potrà che collassare, per non parlare dello smog che si sprigionerà nell’aria. E sicuramente i clacson dei cittadini infuriati così come i rumori degli scarichi delle auto inchiodate, ad esempio, all’imbocco di viale Lecco rimbomberanno nei vicini uffici di Palazzo Cernezzi. Proprio in quegli stessi locali dove poco prima di Ferragosto rimbombavano invece la parole – dal tono imperioso – del neo assessore alla Viabilità Pierangelo Gervasoni e del sindaco Mario Landriscina che, saputa dall’imminente quanto dirompente “novità” per la città, erano intervenuti duramente.

«Ci hanno calato dall’alto questo intervento, deciso in modo unilaterale, contro il quale ci opporremo in tutti i modi possibili», la loro affermazione. Ebbene, tra poche ore si avrà la riprova che quelle parole sono risuonate a vuoto. Da domani infatti più che aspettarsi novità su una rimodulazione dei tempi di attesa – ritenuta impossibile dal sindaco stesso ancora ieri mattina – si dovranno solo tendere le orecchie per capire quando il passaggio a livello inizierà la sua discesa infinita. Ma è anche un altro particolare a rendere la vicenda incredibile, a tratti surreale. Nel 2018, quando si cominciò a discutere della necessità – per motivi di sicurezza – di installare i nuovi meccanismi utili a sincronizzare i tempi di discesa e risalita delle sbarre, da

«Fnm ci arrivò la richiesta di poter avere un po’ di terreno in prossimità del luogo dove andavano installati, perché più grandi rispetto a quelli in essere – spiega il sindaco – Abbiamo acconsentito non prima di chiedere se ci sarebbero state modifiche agli orari di chiusura. Dopo aver ricevuto rassicurazioni in merito che nulla sarebbe cambiato, abbiamo concesso il terreno». Un lungo periodo di contatti dunque che si è concluso nel modo più beffardo. «Purtroppo non ci sono margini di discussione sui tempi di chiusura delle sbarre – ha detto il sindaco – Abbiamo subito messo al lavoro gli uffici competenti per cercare di studiare soluzioni per contenere i disagi». La domanda che sorge spontanea è perché si sia però aspettato così tanto. Perché bisognerà ritrovarsi immersi nel caos più totale – con ripercussioni sul traffico e sull’inquinamento e rischi seri anche per i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine – per discutere, senza peraltro avere soluzioni, di un tema che si conosceva da tempo.

«Non siamo stati immobili. Fino a poco tempo fa, come detto, non sapevamo di questa rivoluzione. Adesso cercheremo di puntare sulla cartellonistica per informare i cittadini sulla situazione dei passaggi a livello – spiega Landriscina – E valuteremo altre ipotesi. Purtroppo però, vista la natura del territorio, dovunque si andrà a toccare si creeranno danni. Si potrebbe dirottare il traffico sull’asse di viale Giulio Cesare ma questo non farebbe che spostare il problema». Sembra dunque regnare l’incertezza totale lungo i corridoi di Palazzo Cernezzi, così come nell’ufficio del neo assessore alla Viabilità Gervasoni sembra non esserci molta chiarezza. O meglio, più che mancare chiarezza manca proprio la comunicazione, visto che per tutta la giornata di ieri l’assessore, richiamato più e più volte, non ha risposto se non con un brevissimo «sono in riunione poi ci sentiamo», a cui non ha mai fatto seguito altra conversazione. Che sia impegnato a studiare le soluzioni ? Chi invece ha voluto nuovamente esprimersi sulla vicenda è stata l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi.

«Roma ha deciso così, Regione e il territorio hanno fatto il possibile per scongiurare i disagi e invocare una soluzione praticabile», ha detto. Dichiarazioni fortemente contestate su più fronti. «I soggetti coinvolti hanno sottolineato che il sistema deve assolutamente entrare in funzione e ha sollecitato Ferrovienord a procedere in questo senso. Per diminuire l’impatto sul traffico e ridurre le attese alle sbarre, si è parlato di alcune opzioni che però non sono percorribili in tempi brevi», ha aggiunto l’assessore. E intanto, mentre si preannuncia il caos assoluto, più nessun riferimento è stato fatto a soluzioni drastiche come «far fermare i treni a Como Borghi», come minacciato dal sindaco Landriscina. Ormai quello che conta sarà solo avere l’udito più allenato per captare prima il suono della campanella del passaggio a livello in discesa.

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