Pd, prove tecniche di congresso. Gli ex popolari sedotti da Renzi

altPolitica sul Lario
Epifani a Cantù il 25 luglio alla festa regionale del partito

Chissà se i maggiorenti del Partito Democratico di Como hanno letto la lunga intervista a Matteo Renzi pubblicata ieri su Repubblica. E, in particolare, il passaggio in cui il sindaco di Firenze spiega il senso di un congresso: «Non ci si candida per sapere qual è il responsabile organizzativo del territorio in Umbria, ma se si cattura una speranza e se si sfrutta il talento degli italiani (…) È fondamentale che si torni alle idee». Renzi vorrebbe un «partito pensante e non pesante» e si

dichiara pronto alla candidatura alla segreteria nazionale. Non scioglie, però, la riserva. E la periferia – Como non fa alcuna eccezione, in questo – resta inchiodata su posizioni di attesa. Perché conteranno certamente più le idee dei nomi, saranno importanti e decisivi i programmi e non gli organigrammi, ma prima di mettersi in moto i dirigenti del «territorio» vogliono leggere la formazione delle squadre in campo. Soltanto dopo, cominceranno a tifare e ad agitare i fazzoletti.
Il congresso del Pd è in un vicolo cieco. Almeno per il momento. A livello nazionale si aspetta di conoscere la data e le regole. A livello locale nessuno esprime opinioni ultime.
Si gioca a scacchi più che fare politica. Perché la partita è incertissima. Vincitori e vinti non sono predeterminabili. Soltanto una profetessa potrebbe consegnare ai posteri il verdetto. Ma nessuno sembra intenzionato a indossare i panni (scomodissimi) di Cassandra.
Inedite alleanze
Una cosa appare però chiara. Rispetto alle primarie che alla fine del 2012 videro il trionfo di Pierluigi Bersani su Renzi (in verità non a Como, dove il sindaco di Firenze vinse al primo turno abbastanza a sorpresa), le alleanze interne al Pd del Lario sono state rimescolate in profondità. I bersaniani sono evaporati, seguendo il destino del leader sconfitto alle elezioni nazionali.
I renziani resistono ma potrebbero cambiare pelle. Sono invece nati i civatiani, ovvero i sostenitori di Pippo Civati, deputato monzese già alleato di Renzi nell’opera di rottamazione del vecchio e oggi sostenitore di una linea a sinistra, contraria alla grande alleanza con il Pdl. A Como, i civatiani sono rappresentati dal consigliere comunale del capoluogo Guido Rovi, dalla bibliotecaria olgiatese Giuliana Casartelli e dal sindacalista della Cgil Giacomo Licata. Si parla anche di un “partito degli amministratori”, incarnato tra gli altri da Alberto Gaffuri, sindaco di Albese con Cassano e da Elisabetta Fontana, sindaco di Proserpio, in passato vicina al Pdl.
È del tutto ovvio che la parte più interessante del congresso provinciale comasco ruoterà attorno alla figura del sindaco di Firenze. È facile prevedere che di fronte a una candidatura di quest’ultimo alla segreteria nazionale del partito, le file dei renziani potrebbero lievitare, fino a diventare maggioritarie. In particolare, è la componente ex Margherita la prima indiziata a voler cambiare collocazione. In una riunione riservata, il consigliere regionale Luca Gaffuri avrebbe detto chiaramente di volersi comunque schierare dalla parte opposta alla candidatura proveniente dall’ala ex Ds.
Marcello Molteni, responsabile nel Comasco della campagna di Renzi alle primarie 2012, non si sbilancia: «Noi come componente siamo rimasti in vita, abbiamo organizzato qualche iniziativa e mantenuto i contatti. Nel momento in cui Renzi dovesse rilanciare la sua candidatura saremmo pronti a ripartire». Con nuovi compagni di viaggio, questo è scontato. «La componente che fa riferimento al presidente del consiglio Enrico Letta sembra essere interessata a un approdo diverso dal passato. Vedremo. A Como non ho percepito nulla di particolare, se non qualche segnale che però va analizzato».
Intanto arriva il segretario nazionale
La situazione è molto fluida, come si vede. Qualcosa di più si potrà comprendere il prossimo 25 luglio, quando a Cantù, nell’àmbito della festa regionale del Pd, sbarcherà sul Lario il segretario nazionale Guglielmo Epifani. In quel frangente, presenze e assenze, parole e silenzi diranno più di quanto si possa immaginare.

Da. C.

Nella foto:
Il Partito Democratico è tuttora in attesa di conoscere la data e le regole per il suo prossimo congresso nazionale

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