Pedemontana, riparte il cantiere, ma senza la Tangenziale di Como

Ora è nero su bianco. Lo hanno ratificato ieri a Palazzo Lombardia, il presidente Attilio Fontana, il presidente di Apl (Autostrada Pedemontana Lombarda) Roberto Castelli, il viceministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile, Alessandro Morelli e il direttore generale di Apl Giuseppe Sambo. Riprendono i lavori della Pedemontana, ma il secondo lotto della Tangenziale di Como non esiste più. È fuori dal progetto.

Vanno invece avanti le tratte B2 e C dell’opera. Il traguardo indicato è il 2026, la scadenza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Entro i prossimi cinque anni, in base a quanto annunciato ieri in Regione, saranno completati i 157 chilometri della Pedemontana Lombarda, un sistema autostradale nel quadrilatero Varese-Como-Bergamo-Milano.

Un investimento da oltre un miliardo e 700 milioni di euro, che, come detto, non comprende l’atteso secondo lotto della Tangenziale di Como. Quella che per il territorio è indicata da anni come la priorità dal punto di vista delle infrastrutture non è contemplata nella maxi opera e diventa definitivamente un miraggio.
«Il secondo lotto della Tangenziale di Como non è all’ordine del giorno – precisano da Pedemontana – Non è una decisione della nostra società, che si occupa di realizzare l’opera. È una scelta politica, al momento la decisione di completare quella tratta non c’è e non è dunque nel piano delle opere».
La mappa presentata ieri mattina in Regione indica il solo tratto da Como a Villa Guardia, il primo lotto della Tangenziale. L’unico realizzato. La bretellina, il “moncone”. Tratto breve e costoso, mai reso gratuito nonostante le promesse di almeno due presidenti di Regione Lombardia, l’attuale Attilio Fontana e il suo predecessore, Roberto Maroni.

Sul sito Internet di Pedemontana, in realtà, compare ancora anche il secondo tratto, dallo svincolo di Acquanegra ad Albese con Cassano, ma questa parte del tracciato è semplicemente segnata, colorata con un triste colore grigio scuro, senza più alcun tipo di indicazione sui tempi di realizzazione.
Una beffa per Como nel momento in cui, dopo lo stallo degli anni scorsi, si torna a parlare della ripresa dei cantieri e del completamento dell’opera.
«Abbiamo sottoscritto il contratto di finanziamento e affidato i lavori al General Contractor che ha vinto la gara per la conclusione di un’autostrada di fondamentale interesse regionale e nazionale – ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana – Siamo riusciti ad arrivare alla conclusione delle procedure, nonostante le molteplici vicissitudini che impedivano la continuazione dell’attività e presto arriveremo anche all’apertura dei cantieri».

Il viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli ha ricordato che «oltre alla sostenibilità ambientale mettiamo al primo posto quella umana, per poter percorrere centinaia di chilometri in un tempo minore».
«Pedemontana toglie il traffico dai centri urbani e migliorerà anche l’ambiente – ha detto il presidente di Apl ed ex ministro della Lega, il lecchese Roberto Castelli – Nessuno spreco di risorse, la formula del project financing fa in modo che questa autostrada costerà solo a chi la utilizzerà».
Il territorio se vorrà completare il collegamento tra l’autostrada e Albese con Cassano, che è stato indicato come priorità assoluta dal Tavolo della competitività, dovrà lavorare diversamente. A inizio anno, su iniziativa del parlamentare di Fratelli d’Italia, Alessio Butti, diversi attori del Tavolo avevano evidenziato come per il secondo lotto si sarebbero dovuti chiedere i soldi del Recovery Fund e Recovery Plan o Piano nazione di Ripresa e Resilienza. La partita potrebbe essere ancora aperta.

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