Pellegrinaggio sotto le stelle e senza confini tra Como e Canton Ticino
Canton Ticino, Cultura e spettacoli

Pellegrinaggio sotto le stelle e senza confini tra Como e Canton Ticino

Le suggestioni della musica amplificate da quelle della notte. La Via Lattea, il tradizionale pellegrinaggio delle arti a cavallo tra Italia e Svizzera, prodotto dal Teatro del Tempo, torna con una nuova edizione, la 15esima, all’insegna delle emozioni. Il programma, ricchissimo, si sviluppa sull’arco di tre notti, due corte, dal tramonto a mezzanotte, e una lunga, da mezzanotte all’alba, e coinvolge oltre 40 prestigiosi musicisti provenienti da Svizzera, Italia, Francia, Spagna e Giappone.

 

Come da tradizione La Via Lattea si svolge in più date, appuntamenti che vengono chiamati ‘movimenti’ a dare il senso del pellegrinaggio – laico si intende – vissuto come un’unica e coinvolgente partitura. Si comincia da un luogo simbolico, punto d’incontro fra Ticino e Lombardia: Villa Olmo a Como, il 23 agosto alle 20.30. Per poi proseguire lungo il Chilometro della conoscenza, percorso culturale e corridoio verde che collega i parchi secolari di alcune ville storiche del Lario. Da qui inizia un lungo viaggio attraverso 3 movimenti e 2 nazioni che, superando e annullando i confini, passa da giardini, chiostri, stazioni, ponti autostradale, magazzini e termina all’alba del 26 al parco del Tassino, splendidamente affacciato sul lago di Lugano. Completano il programma due appuntamenti con la musica contemporanea: ‘Intermezzo al buio’ (30/9) con il  Quartetto Maurice, vincitore del prestigioso Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” 2015, che si esibirà in totale oscurità; e il ‘Finale’ (10/11) con la prima assoluta all’Auditorio della RSI (Radiotelevisione Svizzera) di Lugano dell’Opera della notte, poema concertato con testo di Giuliano Scabia (foto), maestro della letteratura e del teatro contemporanei e musica di Mario Pagliarani, ideatore de La Via Lattea. Sarà il drammaturgo, poeta, attore e romanziere ad ‘accompagnare’ i ‘viandanti’ durante i movimenti leggendo le tre parti che compongono il suo poema.

 

La Via Lattea 15, fedele come non mai al suo nome, in questa traversata della notte interroga il presente e sogna nuovi futuri, riaffermando la sua volontà insubrica e transfrontaliera. Legami da far riemergere e su cui riflettere. Come suggerisce il primo movimento che si snoda lungo un percorso che unisce tre gioielli del lago di Como – Villa Olmo, Villa del Grumello e Villa Sucota – attraverso i loro parchi secolari in un contesto ambientale e architettonico di rara bellezza. La dimensione insubrica è rafforzata dalla storia stessa di questi luoghi: Villa Olmo è stata progettata dall’architetto ticinese Simone Cantoni, al quale si deve anche l’ampliamento di Villa del Grumello.

 

“La notte come momento che trasforma la nostra percezione del mondo, ispiratrice di compositori di tutti i tempi. Ma la notte anche come metafora della condizione esistenziale che stiamo attraversando – osserva il compositore Mario Pagliarani – e in questo senso La Via Lattea 15 rievocherà l’immagine-simbolo del nostro tempo, del nostro naufragio, cioè quella delle imbarcazioni di migranti, con il coro Goccia di Voci diretto da Oskar Boldre che intonerà canti extraeuropei su un battello in mezzo al lago di Lugano, nel cuore della notte. Una vera e propria interrogazione della notte, in compagnia di un Maestro d’arte e di vita come Giuliano Scabia, giovane vecchio di ottantatre anni. ‘Notte e sogni’, perché pur vivendo in un momento storico che sembra l’atto finale di un’epoca, non dobbiamo smettere di sognare, anzi è nostro dovere continuare a farlo”.

 

Note, notte e, perché no, anche un po’ di yoga al sorgere del sole nell’edizione 2018. Una novità per gli appassionati di questa inusuale rassegna che continua a calamitare riconoscimenti: dopo il premio Meret Oppenheim, quest’anno a Mario Pagliarani è stato assegnato anche il premio della Federazione degli architetti svizzeri (Fas) perché “attraverso il suo lavoro fa riscoprire il territorio da una prospettiva inconsueta”.

 

Nomi di livello internazionale – tra cui il liutista Luca Pianca, la violinista Helena Winkelman, il violoncellista Francesco Dillon, il pianista Emanuele Torquati, il percussionista Simone Beneventi, solo per citarne alcuni – renderanno speciale questa edizione, proponendo alcune tra le più intense rappresentazioni musicali della notte, dal Seicento ai giorni nostri: come i Trois Nocturnes di Debussy (a cento anni dalla morte del grande compositore) nella rara trascrizione per due pianoforti di Ravel affidata al Duo Métamorphoses di Parigi o le composizioni di musicisti americani contemporanei come George Crumb, che nella sua Eine kleine Mitternachtmusik fa riecheggiare “Round Midnight” di Monk. E ancora, la Musica notturna delle strade di Madrid di Boccherini con l’Ensemble Fratres di Losanna, tra i più originali interpreti di musica antica, e i richiami della Nachtmusik 1 dalla Settima Sinfonia di Mahler, intonati da due corni che accoglieranno i partecipanti. A dare il via al cammino sarà il concerto La Notte, capolavoro di Vivaldi e un inedito solista: il flauto di pan del funambolico Hanspeter Oggier!

 

Programma dettagliato, informazioni e prenotazioni www.teatrodeltempo.ch

 

Una quarantina di musicisti, tra solisti, ensemble e un coro, illumineranno il cammino de La Via Lattea 15, in compagnia del poeta e drammaturgo Giuliano Scabia, maestro della letteratura e del teatro contemporanei che durante i vari movimenti leggerà il suo poema ‘Opera della notte’.

 

Anche in questa edizione il cast è internazionale, raggruppa musicisti di varia provenienza accomunati da un approccio alla musica curioso e rigoroso.

 

Dalla Svizzera: la violinista e compositrice di Sciaffusa Helena Winkelman, già collaboratrice di Claudio Abbado e candidata al Premio svizzero della musica 2017; il vallesano Hanspeter Oggier, virtuoso di flauto di pan e docente alla Musikhochschule di Lucerna; l’Ensemble Fratres di Losanna che si distingue per l’originalità e la radicalità con cui affronta il repertorio barocco e classico, affiancato dal ticinese Luca Pianca, uno dei più noti liutisti del nostro tempo e fondatore dell’ensemble Il Giardino Armonico. Ancora dal Ticino il coro Goccia di Voci, diretto da Oskar Boldre e recente vincitore dello Schweizer Chorwettbewerb (“la realtà più entusiasmante ed innovativa nel mondo corale svizzero” secondo il giudizio della giuria).

 

Dall’Italia il flautista Manuel Zurria, il violoncellista Francesco Dillon, il pianista Emanuele Torquati, il percussionista Simone Beneventi, tra i più sensibili interpreti di musica contemporanea e il Quartetto Maurice, vincitore del prestigioso Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” 2015.

 

Dalla Francia: il Duo Métamorphoses di Parigi, già protagonista alla Via Lattea di imprese memorabili (tra cui l’integrale del Catalogue d’oiseaux di Messiaen).

 

 

 

10 Agosto 2018

Info Autore

Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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