Permessi di soggiorno con il “trucco”. Prescritti i reati degli oltre 20 imputati

Ieri in tribunale

(m.pv.) L’indagine era partita con l’iscrizione sul registro degli indagati di 150 persone tra piccoli imprenditori e stranieri. Di queste 28 sono finite in aula, accusate di aver indotto in errore l’ufficio immigrazione della Questura di Como consegnando false attestazioni di assunzione funzionali al rilascio di permessi di soggiorno, il tutto senza in realtà avere «una attività lavorativa regolare». La questione si è chiusa però ieri mattina in tribunale a Como con la quasi totale assoluzione

degli imputati per l’intervenuta prescrizione. Il giudice ha infatti riqualificato il reato in una violazione dell’articolo 5 della legge Bossi-Fini in materia di permesso di soggiorno, abbassando i termini per la prescrizione. Ad uscire dall’aula con una condanna a quattro mesi, dunque, sono stati solo in due (un albanese di 39 anni e un tunisino di 32 anni) e solo perché l’ultima condotta incriminata risaliva al 2006. Anche per loro, comunque, la prescrizione scatterà già tra dicembre e gennaio.

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