Picchia la consorte con il bastone: la figlia chiede aiuto e lo fa arrestare

caserma Carabinieri di Cantù

A chiamare i carabinieri della caserma di Cantù sarebbe stata una delle figlie. Quando i militari dell’Arma hanno fatto irruzione nell’appartamento di via Carcano, nel centro della “Città del Mobile”, si sono trovati di fronte a una scena pazzesca ma purtroppo non rara: l’uomo, poi arrestato, brandiva un bastone e con quello stava colpendo ripetutamente la moglie e minacciava le figlie.
Motivi che sarebbero da ricercare nella richiesta (non soddisfatta) di contante che il marito, disoccupato, faceva alla consorte che invece lavorava e manteneva la famiglia.
I carabinieri non ci hanno pensato due volte, ammanettando l’uomo e conducendolo poi nel carcere del Bassone in attesa dell’interrogatorio di convalida da parte del giudice delle indagini preliminari. L’accaduto è stato segnalato al pubblico ministero Maria Vittoria Isella che ipotizza il reato di maltrattamenti in famiglia. L’ennesimo intervento di quello che viene definito “codice rosso”, e che riguarda appunto la legge del 2019 approvata per combattere gli atti persecutori e le violenze contro le donne ma anche i soggetti deboli, è avvenuto nella serata di martedì. In manette un 35enne tunisino, disoccupato e irregolare in Italia. Oltre all’accusa di «maltrattamenti in famiglia» è stata contestata anche quella collegata di «lesioni».
Le presunte vittime dei maltrattamenti sono state la moglie, 40 anni, che lavorava e manteneva il resto della famiglia, e anche le due figlie, una minorenne (di 15 anni) e una 18enne, studentesse. Da quanto è stato possibile ricostruire nell’imminenza dell’intervento, le vessazioni in seno a quella famiglia residente a Cantù proseguivano da almeno tre mesi. Poi, come detto, nella serata di martedì una figlia ha trovato la forza di avvisare i carabinieri di Cantù che hanno sorpreso il sospettato con ancora in mano il bastone che stava usando per picchiare la moglie.

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