Pisapia: «Le città devono collaborare di più»

Giuliano Pisapia

La “sua” Milano è diventata negli ultimi anni la città faro dell’Italia in tema urbanistico e tra le più belle metropoli d’Europa.

Ieri, Giuliano Pisapia, candidato del Pd alle europee, ma soprattutto ex sindaco del capoluogo lombardo (dal 2011 al 2016, prima di Beppe Sala e dopo Letizia Moratti) ha fatto una tappa elettorale in città e nella redazione del “Corriere di Como” e di Etv prima dell’incontro di piazza Marconi a Cantù. Il concetto di Pisapia è chiaro. Non sempre piccolo significa bello. Un discorso che vale sia per l’Italia in Europa, sia per Como e dintorni in Lombardia.

«L’Italia è il Paese più bello del mondo, ma ha 60 milioni di abitanti, come si può pensare di competere nelle sfide future da soli con gli Stati Uniti, la Cina o l’India?», spiega Pisapia.

«Per questo serve un’Europa forte – aggiunge l’esponente del Partito democratico – che affronti sfide determinanti e attuali oggi e nei prossimi anni, dalla questione dell’immigrazione, a quella dello sviluppo tecnologico con l’intelligenza artificiale. La storia d’Europa ha luci e ombre è vero, ma soltanto l’unità può salvarci».

Un discorso che si può traslare anche sull’idea di città che ha Pisapia e del rapporto tra Milano e Como. «Iniziamo con il dire che l’Europa può aiutare in modo concreto le città. Il Parlamento europeo stanzierà 366 milioni di euro per progetti di sostegno diretto al territorio – ha spiegato ancora Giuliano Pisapia – L’unità tra le città diventa però fondamentale. Io lo dico da sempre, sono per un sistema di campanili, ma senza campanilismo».
Milano è un esempio studiato nel mondo anche per la riqualificazioni di ex aree industriali, modelli di rigenerazione urbana, con i nuovi quartieri, le torri di Porta Nuova-Garibaldi, City Life.

Como ha, nel suo piccolo, problemi grandi, come l’area ex Ticosa, che lo stesso Pisapia ha osservato con attenzione, prima di accedere nella sede delle redazioni in via Sant’Abbondio. Luogo, come ha sottolineato l’ex sindaco, che invece è un esempio virtuoso di riqualificazione e riconversione di un’ex industria da parte di investitori privati.

«Non c’è niente da inventare – ha commentato Pisapia – Credo che negli anni a Milano sia stato fatto un grande lavoro per unire le forze del pubblico e del privato. Il privato è in grado di fare investimenti, l’amministrazione li deve valutare. Si deve essere in grado anche di dire dei no. Molti e con grande fermezza. Se invece i progetti hanno importanti ricadute sul territorio, si deve mettere in condizione chi investe di realizzarli».

«Como è un posto unico al mondo a livello di bellezza dei luoghi – ha aggiunto – Ha una forza attrattiva dirompente. La si deve mettere a frutto. In questo senso, il legame con altre città del territorio e con Milano, non può che essere positivo».
L’ultima battuta di Giuliano Pisapia riguarda la trazione franco-tedesca dell’Europa. Si tratta di una sensazione che hanno in molti. Anche per questo, secondo Pisapia è importante che dalle prossime elezioni europee arrivi un messaggio chiaro di unità.

«Non dimentichiamo che l’Italia è tra i Paesi fondatori dell’Unione europea – ha aggiunto l’ex sindaco di Milano – Se si vuole contare maggiormente oggi si deve tornare ad avere la grande credibilità di un tempo. I benefici saranno immediati anche in tema di fiducia e di progresso».

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