Piscina di Muggiò, lo sconforto delle società. Tete Pozzi: “Manca la visione sul futuro”

Stefano Tete Pozzi

«Quando io ho iniziato a giocare a pallanuoto non c’era la piscina di Muggiò», ricorda Stefano “Tete” Pozzi, oggi allenatore della serie A2 femminile della Como Nuoto, società dove ha trascorso quasi tutta la sua vita sportiva.
«Le giovanili andavano a Cantù, la prima squadra a Milano o a Bergamo per le partite, ma avevamo una prospettiva. Si sapeva che Como avrebbe avuto una piscina. Ora manca proprio questo, la visione sul futuro, e questo è doloroso».

Riguardo la decisione tra ristrutturare e creare un nuovo impianto, Pozzi ha le idee chiare.
«Arriva un momento, in tutte le famiglie, in cui si deve portare la vecchia auto dal meccanico – spiega Pozzi – C’è da cambiare la frizione e questa costa quasi quanto il valore dell’auto. Un buon padre di famiglia prende questa decisione nel giro di qualche ora. Il sindaco si deve comportare come un padre di famiglia: la macchina è la piscina, la famiglia tutti gli sportivi e i cittadini che potrebbero usare l’impianto. Sono due anni che la giunta sta pensando cosa fare, davvero troppo». Anche stasera Pozzi intanto si troverà alle 19 al parcheggio di Muggiò, con le ragazze della sua squadra, sono atlete tra le migliori d’Italia. Saliranno su tre auto per andare a Legnano per gli allenamenti. Due volte alla settimana va meglio, hanno trovato spazi d’acqua alla piscina di Lentate, ma si finisce la sera tardi, a mezzanotte. Le partite? Sempre in trasferta, anche la piscina di casa è a Legnano, ma diversa da quella degli allenamenti. «Mi spiace per le mie ragazze perché non se lo meritano – Pozzi – Voglio vincere il campionato e arrivare in serie A1 e vedere il Comune cosa ci dirà. Da vecchio allenatore il dispiacere più grande è pensare che tutto possa finire».

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