Piscine e palestre chiuse, protestano gli imprenditori

'Noi presi in giro. Aspettavamo controlli

L’ultimo Dpcm ha limitato per un mese, in modo quasi totale, lo sport. Stadi e palazzetti senza pubblico, vietata la possibilità di praticare sport a tutti, in palestre e piscine. Si è “salvata” solo l’attività motoria all’aperto, nel rispetto del distanziamento e senza assembramenti nei centri e circoli sportivi, pubblici e privati. In città, la Como Servizi Urbani ha già comunicato la chiusura della piscina Sinigaglia e della Conelli Mondini di Casate.

«Lo Stadio del ghiaccio di Casate – ha spiegato ieri in una nota il direttore di Csu, Angelo Pozzoni – continuerà invece a essere utilizzato dalle società di pattinaggio e di hockey per gli allenamenti. Le partite saranno senza pubblico, nel rispetto delle regole previste dai provvedimenti in vigore. Attivo anche il centro sportivo di Sagnino per le sole società affiliate alla Federcalcio».

Il proseguimento dell’attività di hockey, dalla squadra dell’Under 13 a salire, è garantita dalla partecipazione dell’Hockey Como a un campionato di carattere Nazionale. Le partite della Ihs si svolgeranno, come detto, a porte chiuse. Il pattinaggio invece è considerato uno sport individuale svolto all’aperto. Così le società possono proseguire gli allenamenti settimanali con alcuni accorgimenti tecnici che si aggiungono ai protocolli Covid in atto.

A Casate, il rifacimento del ghiaccio avviene di solito con cadenza oraria. Il numero degli interventi è stato ora ridotto per limitare gli assembramenti dei pattinatori costretti ogni volta a uscire dalla pista.

Chiuse naturalmente, fino al 24 novembre, anche la piscina di Cantù gestita dalla Sport Management, quella di Cermenate e di Villa Guardia, dove i gestori della “In Sport” esprimo sulla pagina Facebook tutto il loro disappunto per la decisione. «Nonostante tutti i nostri sforzi il Governo ha deciso di chiudere», scrivono, «noi siamo fortemente contrari a questa decisione considerato che non ci sono riscontri su situazioni preoccupanti legate al mondo dello sport».
Chiuse le palestre con piscina, l’Eracle Sport Center di San Fermo ha già organizzato delle lezioni “live” in diretta Facebook per i suoi tesserati. Il gruppo “20Hours” con palestre in diverse zone delle provincia sottolinea come nei cinque mesi, dalla riapertura del 1° giugno, non vi sia stato alcun positivo tra i collaboratori dei centri. «Anche i sopralluoghi dei Nas della scorsa settimana hanno confermato la correttezza della nostra organizzazione come da verbali di controllo», scrivono su Facebook.
Oltre alle attività online, c’è chi ha pensato di organizzare sedute all’aperto di ginnastica e pilates. Di certo la nuova chiusura è stata una «bella sberla», come spiega il noto preparatore atletico comasco Roberto Troncarelli, imprenditore del settore e titolare della Ginniteca di Cantù.
«La nostra categoria non ha lo stesso peso politico di altre – spiega Troncarelli – il ministro Spadafora lo ha detto chiaramente. Abbiamo tutti investito per la sicurezza, rimettendoci spazi, facendo entrare la gente con il contagocce, lavorando con le mascherine e sanificando qualsiasi cosa. Siamo stati comunque penalizzati, mentre sui mezzi pubblici continuano a esserci assembramenti e si lascia che gli sciatori si ammassino a Cervinia per farli salire a ottobre sul Plateau Rosa. C’è grande frustrazione in questi momenti».
Secondo Troncarelli, poi, lo stop non sarà breve. «Il 24 novembre? Speriamo, ma la sensazione è che si potrà tornare a lavorare in palestra da metà gennaio. Con le spese aumentate e i clienti che sono calati».

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