Più donne nel mercato del lavoro ma cresce sul Lario la precarietà

Donna al lavoro

Dove va l’economia lariana dopo un decennio di crisi? Nonostante l’incremento del terziario, il nostro territorio rimane a forte connotazione industriale, con un ruolo rilevante delle industrie manifatturiere. Ma all’interno del mercato del lavoro si sono registrate significative trasformazioni.
Sul Lario infatti aumentano le donne lavoratrici, cresce come detto il terziario, ma dilaga la precarietà. Nel 2018 gli occupati della provincia di Como sono 262mila, con un aumento dal 2008 di 4mila unità, dovuto per intero alla componente femminile.
I lavoratori dipendenti, sempre nel 2018, sono 208mila, e nell’arco di dieci anni sono diminuiti di 6mila unità nell’industria e aumentati di 12mila unità nelle attività dei servizi.
I disoccupati in provincia sono quasi raddoppiati, passando dagli 11mila del 2008 ai 21mila del 2018 (di cui 11mila maschi e 10mila femmine), con un incremento del 90%, quindi un dato peggiore rispetto al +73,2% della media nazionale. Ed è tra l’altro una cifra che risulta superiore alla media regionale.
Nel dettaglio, è superiore di oltre un punto percentuale rispetto al dato medio regionale sia per i maschi (6,6% contro il 5,2% della media lombarda) che per le femmine (8,2% contro il 7,1% lombardo). Una fotografia del tessuto economico lariano che preoccupa.
Sono alcuni dei dati diffusi dalla Cisl dei Laghi, frutto della ricerca “La struttura produttiva e il mercato del lavoro nel territorio dei laghi” presentata ieri da Elio Montanari.
«La terziarizzazione e la femminilizzazione del lavoro, fenomeni che hanno cambiato profondamente il mercato in questi anni, testimoniano che si sono attivate nicchie in cui le tutele contrattuali sono più modeste – dice Montanari – E a questi due fenomeni se ne è aggiunto quindi un terzo, la precarizzazione che impronta gli stessi contratti di lavoro».
«Il lavoro – aggiunge Ugo Ducci, segretario regionale della Cisl Lombardia – non è più quello fisso di una volta, cambia continuamente ed è maggiore il lavoro a tempo determinato di quello a tempo indeterminato e questa mobilità richiede al sindacato di seguire i lavoratori nel loro percorso».
A incidere in particolare sul mercato del lavoro, nonostante la manifattura pesi ancora per oltre il 30 per cento sul Lario, è il settore del terziario, in particolare le attività di ristorazione, i servizi per la persona e quelli di assistenza sociale residenziale.
La ricerca presentata ieri da Elio Montanari a Como è oggi tra gli argomenti di discussione della conferenza organizzativa della Cisl dei Laghi nella sala napoleonica di piazza Litta 2 a Varese, nel complesso del centro congressi Ville Ponti.

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