PLINIO, IL COLOSSO FANTASMA

altIL “RE” DEI RELITTI – C’É UN PROGETTO PER RECUPERARLO
L’associazione “Navilariane”: facciamone una base d’appoggio per un parco storico

(l.m.) Oltre 20mila visitatori hanno ammirato il “Patria”, il piroscafo del 1927 di proprietà di Villa Saporiti, ancorato la scorsa estate di fronte a Villa Olmo e recuperato dopo un lungo restauro cui ha dato slancio anche la “Famiglia Comasca” con una massiccia raccolta di firme. Ora il glorioso “Patria” – che attende ancora i nuovi arredi – è in tour a Colico, poi toccherà Griante e

di nuovo Como per poter essere visitato dal pubblico. Dal 2014 tornerà a navigare.
Ma c’è chi ha subito un destino ben diverso. Il “Plinio”, del 1902, dismesso nel 1973, poi usato come frangiflutti nel porto di Colico, quindi adibito a bar e gelateria, giace ora a 45 metri di profondità a Verceia, sul Lago di Mezzola. Affondò dopo un temporale il 9 dicembre 2010 – era ancorato da tempo di fronte al ristorante “La Barcaccia” (l’ultimo proprietario), ridotto a un puro involucro di metallo senza arredi e parti meccaniche. Eppure c’è ancora chi spera di recuperarlo e dargli un senso e una funzione. È l’associazione “Navilariane”, che ha collaborato alla tutela storica e al recupero filologico del “Patria”, e che crede fortemente nel fantasma di Verceia diventato nel frattempo anche protagonista del romanzo storico di Giovanni Galli L’ultima corsa del Plinio (pp. 189, 18 euro) edito da Lariologo, in cui l’epopea della navigazione sul Lario rivive tra personaggi di fantasia e documenti storici.
Tra i battelli più belli ed eleganti del Lago di Como, il “Plinio” è lungo oltre 53 metri. Nel 2009, proprio su sollecitazione di “Navilariane”, il “Plinio” è stato vincolato dalla Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia che ha emanato un «Decreto di dichiarazione d’interesse storico particolarmente importante» ai sensi degli articoli 10 e 11 del Decreto Legislativo 43 del 22 gennaio 2004 meglio noto come Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Tale vincolo è lo strumento con cui si sta cercando di sbloccare la situazione proprietaria. Una sorta di “adozione” finalizzata a una miglior tutela del bene che aprirebbe di fatto la possibilità di recuperarlo. Per ora il “Plinio” a Verceia è palestra per sub esperti. Recuperarlo costerebbe circa 100mila euro, secondo una stima prudenziale dell’ingegnere e architetto navale genovese Claudio Fornasini – progettista di grandi navi come le Costa “Romantica”, “Classica” e “Victoria” e consulente per il recupero del “Patria”. Ma il primo ostacolo da rimuovere è la proprietà. Il progetto prevede che diventi, tornato a galla e messo in sicurezza, battello d’appoggio fisso per altri piroscafi storici, in una sorta di parco tematico, quale simbolo storico dei fasti della navigazione lariana. Il “Plinio” è solo una carcassa. Ma potrebbe insomma far da “molo” galleggiante per altri natanti come il citato “Patria” e il suo gemello Concordia, ora fermo per manutenzione, oltre che per il Milano. «Lo scopo di queste iniziative – dice l’ingegnere Massimo Gozzi, presidente di “Navilariane” – è riaggregare una flotta storica del Lago di Como, anche per sfruttare le economie di scala nella gestione e nella prospettiva di unire le forze. Il Patria parte in pole position perché è stato restaurato ed è di proprietà pubblica. Ma anche il privato può dire la sua. Stiamo ad esempio contattando gli attuali proprietari del battello “Bisbino” utilizzato come locale bar e per concerti di fronte a Villa Carlotta a Tremezzo, per poterlo recuperare sotto il profilo filologico».

Nella foto:
Il piroscafo attraccato di fronte al ristorante “La Barcaccia” di Verceia e poi affondato nel 2010

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