«Politica assente, pronti a gestire il Casinò»
Cronaca

«Politica assente, pronti a gestire il Casinò»

Il sindaco di Campione: «La casa da gioco è un servizio essenziale»

«Il Casinò è un servizio essenziale per il paese e il Comune potrebbe gestirlo direttamente».
È la proposta provocatoria del sindaco di Campione d’Italia, Roberto Salmoiraghi, che ieri ha convocato una conferenza stampa insieme con il presidente di Federgioco, Olmo Romeo, per tornare a denunciare la mancanza di risposte dalla politica e dalle istituzioni, sin qui assenti – a suo dire – di fronte alla crisi del paese. E per ribadire la necessità di far ripartire immediatamente la casa da gioco. Anche, appunto, con un intervento diretto del municipio dell’enclave.

«In passato dai politici arrivavano continue richieste di assumere persone, richieste quasi sempre esaudite – ha detto provocatoriamente Salmoiraghi senza però fare nomi – E ora dagli stessi politici non abbiamo più alcuna risposta».
Il sindaco ha ripercorso i febbrili contatti delle ultime settimane e non ha nascosto le difficoltà.
«Abbiamo fatto ben quattro richieste di essere ricevuti – ha detto Salmoiraghi ai giornalisti presenti in municipio – Abbiamo predisposto un piano di risanamento sia per il Comune sia per la casa da gioco. Chiediamo alla politica di ascoltarci, di aprire un tavolo, perché la situazione è diventata insostenibile. I nostri cittadini sono in ginocchio, la comunità intera è in ginocchio».

Il sindaco, che ha più volte ribadito di non sentirsi responsabile «di una situazione disastrosa ereditata dalla precedente amministrazione», e di non voler dunque fare alcun passo indietro, ha precisato di avere un piano che consentirebbe, in particolare equiparando i dipendenti della casa da gioco e del Comune a quelli ticinesi, di risparmiare 19 milioni di euro.

«Chiediamo di essere almeno ascoltati, di sederci attorno a un tavolo».
Per la riapertura del Casinò, chiuso dal 27 luglio scorso dopo il fallimento della società di gestione, Salmoiraghi propone anche una gestione diretta dell’amministrazione.

«Se è vero, come è vero, che esiste ancora la norma che consente al Comune di avere il proprio Casinò sul territorio – ha spiegato – possiamo allora dire che, nell’attesa e nelle more di trovare altre soluzioni, sia consentito al Comune di gestire direttamente la casa da gioco. Il Casinò offre un servizio essenziale al Comune perché il paese non può sopravvivere senza i proventi della casa da gioco e quindi la gestione può essere affidata al municipio».

Più la chiusura del Casinò sarà prolungata più c’è il rischio che diventi difficile ripartire, ha detto invece il responsabile di Federgioco. Anch’egli ha già scritto al ministro dell’Interno senza avere risposta, chiedendo pure la nomina, come accadeva nei precedenti governi, di un sottosegretario alle case da gioco. «Il rischio è di non poter più andare a intercettare la clientela tipica del Casinò di Campione d’Italia – ha detto infatti Olmo Romeo – Corriamo il pericolo di incrementare ulteriormente il gioco diffuso e incontrollato, vale a dire quello delle slot machine di bar e tabaccai e sale da gioco. Inoltre, c’è un’ipotesi che sussurro e che non vorrei nemmeno immaginare, ma che purtroppo esiste ed è concreta: alimentare il gioco illegale».

29 agosto 2018

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