Pontiggia: «Una grande mostra racconti le radici della Fiera di Alzate»

Giovanni Pontiggia

Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc Brianza e Laghi, main sponsor della solennità alzatese, conferma anche quest’anno la vicinanza alla comunità e al territorio. «Dobbiamo anzitutto considerare – sottolinea Pontiggia – la sensazione di rammarico nel vedere che per il secondo anno consecutivo per cause ben note si sia costretti ad avere una edizione abbastanza ridotta e fortemente penalizzata della festa della Madonna di Rogoredo, dove certe attività tradizionali e caratterizzanti di questi giorni di fine estate ad Alzate Brianza, penso alla mostra zootecnica e alle bancarelle, vengono di fatto impedite nel loro regolare svolgimento a causa della pandemia. Un mostro che ci costringe ancora a combattere, e non possiamo permetterci di abbassare la guardia in alcun modo».
«Rammarico e nostalgia però – aggiunge subito il presidente Giovanni Pontiggia – non devono significare per chi avrà la responsabilità futura della cosa pubblica ad Alzate l’opportunità di far cadere nel cosiddetto dimenticatoio una grandissima manifestazione che ha saputo esprimere in passato doti di resilienza in senso assoluto, ed è come noto sopravvissuta in passato anche a momenti bellici. Dico questo perché nelle difficoltà attuali che stiamo sperimentando quotidianamente a causa della pandemia in atto dobbiamo avere la forza di trovare le risorse per rilanciare alla grande l’evento alzatese, come esso merita. In un modo cioè che a mio avviso rispetti pienamente il senso profondo della devozione mariana alla base della solennità e che l’anno scorso e quest’anno è stato mantenuto nonostante le forti limitazioni imposte dal Coronavirus. Sul versante laico, io credo che sia giunta l’ora di far maturare con convinzione una rilettura del passato di questa Fiera nel contesto sociale del paese e del territorio brianteo nel suo complesso. Ad esempio sarebbe interessante dare vita a una mostra fotografica e documentaria che permetta a giovani e meno giovani di ammirare il racconto della Fiera di Alzate, il suo passato antico e recente, in tutte le sue articolazioni e con tutti i suoi riflessi nel contesto sociale ed economico. Così facendo, l’evento alzatese tornerà a rappresentare un fulcro attorno cui far ruotare tutto un territorio con la sua complessità. La mancanza degli eventi collaterali ed esterni per così dire alla solennità religiosa che caratterizza anche l’edizione di quest’anno può allora a mio avviso costituire occasione per farci riflettere tutti sul nucleo fondante della festa alzatese, ossia sull’aspetto religioso che è fondamentale e che ha saputo maturare e meritare una devozione popolare e una venerazione profonda da parte di migliaia di fedeli nel corso dei secoli. È un valore fondamentale che va fortemente esaltato in questa ennesima edizione, che si concentra sulla natura fortemente identitaria e religiosa dell’evento».
«Lo dico da cittadino oltre che da sostenitore storico – commenta ancora Pontiggia – Sarà una nuova occasione per capire le difficoltà di chi amministra la cosa pubblica e deve prendere decisioni nell’interesse collettivo, che deve prevalere rispetto agli egoismi individuali: la lotta al Covid non è ancora vinta e richiede come vediamo ancora una volta importanti sacrifici e rinunce. In tal senso assumerà un significato ancor più simbolico e coinvolgente l’appuntamento di oggi con l’offerta del cero votivo da parte della pubblica amministrazione, alla presenza dell’arcivescovo di Milano: una cerimonia che è stata portata avanti proprio su iniziativa mia e di don Livio Galbusera e quest’anno si svolge per la prima volta alla presenza di monsignor Mario Delpini: un evento nell’evento che deve farci tutti riflettere».

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