Pozzetti studia la crisi del patriarcato

Jacques_Lacan

Che fine ha fatto il padre nella società contemporanea? Ha ancora un ruolo attivo, o è una memoria labile del passato, frutto di un retaggio che la società liquida dei nostri tempi per reiterare un’espressione abusata del sociologo Zygmunt Bauman mantiene per abitudine ma cui non dà sostanza?
Se lo chiede e ce lo chiede, fornendo illuminanti prospettive di indagine e un ampio ventaglio di riferimenti critici e bibliografici che spaziano anche al campo della sociologia, lo psicanalista comasco Roberto Pozzetti, studioso di Sigmund Freud e di Jacques Lacan, in un saggio appena pubblicato sul sito www.agendadigitale.eu e intitolato Dal patriarcato alla società digitale: il declino del padre e le sue conseguenze.
Tema, quello del ruolo del padre e più in generale del maschio nella società di oggi, già da tempo al centro del dibattito e della ricerca, pensiamo ai saggi di Claudio Risé e in tempi più recenti di Massimo Recalcati.
la crisi
«Quello che maggiormente viene oggigiorno messo in discussione, sia più estesamente nella nostra società sia in modo circoscritto alla pratica della psicoanalisi, concerne la priorità del legame fra padre e figli nella formazione della soggettività» è l’esordio di Pozzetti.
I tempi in cui al papà si dava del “voi” perché era il perno del focolare domestico, con le donne subalterne di un patriarcato che si credeva eterno, sono finiti. Segno dei tempi, segno del cambiamento radicale in atto e che parte da lontano.
«L’emancipazione femminile ha dato un primo colpo a questa struttura sociale, favorendo un’autonomia delle donne non soltanto a livello economico ma anche in termini culturali e intellettuali. Si formano, dunque, connubi nei quali fra uomo e donna, fra marito e moglie, fra padre e madre vi è una sostanziale parità o quantomeno si tende verso questa parità», scrive Pozzetti. A ciò si aggiunge la spinta propulsiva dei «movimenti volti alla rivendicazione dei diritti dei minori, anzitutto il movimento studentesco», che «hanno avuto il loro ruolo nel portare una seconda spinta verso l’uguaglianza».
«Ora i bambini e soprattutto gli adolescenti – annota Pozzetti – sono considerati dei soggetti a tutti gli effetti, le loro istanze vengono ascoltate, i loro pareri accolti con spirito democratico».
l’esempio di Lacan
L’analisi di Pozzetti fa riferimento a due pilastri della psicanalisi e della sociologia.
«Jacques Lacan, in linea con i precedenti studi del sociologo Emile Durkheim, sosteneva che il declino del padre stesse alla radice della grande nevrosi contemporanea» sottolinea Pozzetti.
Che poi nel suo saggio online annota: «Il padre era considerato da Lacan cruciale per favorire il percorso di sublimazione che eleva la pulsione a mete socialmente accettabili e riconoscibili come la produzione lavorativa oppure l’opera artistica o letteraria».
la famiglia
Oggi, il patriarcato alle spalle e scrive nel suo saggio lo psicanalista Pozzetti «il padre non è più indispensabile neppure per costruire un legame familiare che funzioni in modo efficace. Basti considerare quanto avviene con le donne che creano a tutti gli effetti una famiglia, centrata sull’amore saffico, avvalendosi soltanto dello sperma di un donatore in molti casi di procreazione medicalmente assistita».
lo sguardo nostalgico
Al padre, semmai, si guarda con nostalgia: «Alcuni – scrive Pozzetti – rievocano in maniera nostalgica i tempi passati nei quali l’autorità del padre era centrale e operante nelle famiglie. Si cercano ancora, sebbene più raramente, sostituti paterni nelle organizzazioni religiose o nei partiti politici o ancora nelle istituzioni scolastiche oppure perfino nelle istituzioni totali come le comunità per tossicodipendenti. Una recente serie televisiva come “Sanpa”, reperibile su Netflix, ha il pregio di riportare l’attenzione su questa ricerca del padre di mille figli».
Il papà nell’era digitale
Occorre poi fare i conti con l’informatica, ammonisce Pozzetti che torna su un ambito con il quale spesso di confronta nella pratica clinica e a cui ha già dedicato ampi saggi online e varie riflessioni che già sul “Corriere di Como” abbiamo più volte riferito: «La nostra identità diventa sempre più spesso un’identità che si costruisce sul web, anzitutto sui social, comunicando le nostre informazioni anche più intime e private selezionandole in base alle opzioni relative alle informazioni sulla privacy. A volte, questo avviene inconsapevolmente come nei casi di giovani e giovanissimi i quali fanno circolare in rete immagini e informazioni su di sé, anche molto intime, senza considerare i rischi che tutto questo implica».
E qui Pozzetti fa riferimento a pratiche che riguardano anche il codice penale e a scenari che riguardano il mondo dell’occupazione: «Il fenomeno del sexting, nel quale vengono inviati brevi video o foto piccanti senza considerare il rischio di una divulgazione di questi dati nelle forme del revenge porn, ne costituisce una delle forme più eclatanti. In termini lavorativi, invece, molti giovani dimenticano la consuetudine di alcuni professionisti che si occupano di risorse umane di andare a sbirciare i profili social dei candidati con il rischio di lasciar trapelare informazioni su di sé che potrebbero diventare compromettenti».
gli oggetti digitali
Inoltre precisa Pozzetti nel suo studio pubblicato in rete, viviamo in un mondo in cui il vero papà sono i bit e «gli oggetti digitali hanno acquisito un valore inedito per lo svolgimento di molte attività professionali e per assicurare la reperibilità delle persone care. Del resto, da tempo, per qualunque esigenza, il ricorso alla navigazione sui motori di ricerca costituisce una modalità del tutto consueta al fine di orientarsi nella propria esistenza quotidiana. Gli oggetti digitali assolvono anche funzioni di svago, di divertimento, di ricerca di piacere come si può cogliere nei molteplici usi che se ne fa: essi vanno dai giochi online all’intrattenimento sui social, dalla pornografia ai siti di incontro». In tutto questo, il padre dove è e che funzione può avere, o maturare in un mondo destinato a cambiare in maniere sempre più rapida, a volte imprevedibile anche a causa di eventi imponderabili come la pandemia a cui lo studioso comasco ha dedicato con contributi di altri autori un recente lavoro? «Vi è una democratizzazione dell’accesso al sapere e al potere – chiosa Pozzetti – Il padre autoritario e i suoi succedanei hanno solitamente poco credito oggigiorno. L’assenza di questo riferimento ideale, che faceva da raccordo di un’organizzazione formale i cui prototipi per Freud erano Esercito e Chiesa, favorisce il posizionarsi di ciascuno come individuo isolato anziché come membro di un’istituzione».

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