Porlezza punta sull’architetto della cupola di San Pietro

Porlezza

Porlezza guarda al turismo di prossimità, con restauri nelle chiese principali e la valorizzazione del patrimonio immateriale. Nel 2019 si raggiunse la cifra record di 300mila presenze, ora calano gli olandesi ma il vuoto è colmato da maggiori presenze di milanesi.
E l’amministrazione locale punta a cultura e valorizzazione del territorio. L’altra sera è stato festeggiato San Rocco con una nuova scalinata illuminata che porta alla chiesetta a lui intitolata. E sulle facciate delle case sono apparsi disegni architettonici risalenti a cinque secoli fa.
Rappresentano il lancio di una nuova iniziativa per valorizzare una gloria locale, l’architetto e scultore nato nel 1532 a Porlezza Giacomo Della Porta, figura fondamentale nella storia artistica di Roma.
A lui si deve l’impresa della realizzazione della cupola di San Pietro, simbolo di Roma e punto di riferimento per tutta la cristianità, riuscendo a portare a termine il progetto rivoluzionario del suo maestro Michelangelo Buonarroti.
Quando nel 1564 Michelangelo morì era stato completato solo il tamburo, cioè la base di sostegno della cupola, quindi a Giacomo Della Porta, assistito dall’architetto Domenico Fontana di Melide (altro interessante assist transfrontaliero per il turismo culturale) spettava la parte più difficile, tenendo conto dei grandi problemi statici dovuti alle enormi dimensioni dell’opera. Giacomo Della Porta, maestro comacino, firmò altre opere, come per esempio la facciata e la cupola della Chiesa del Gesù a Roma. Le proiezioni dei disegni di Della Porta sulle facciate preludono a una installazione video in 3D semipermanente in una cupola ora installata in piazza Giovanni Paolo II che sarà poi trasferita alle scuole comunali per ospitarvi un planetario.
«È solo il primo passo per una valorizzazione di artisti e architetti locali che ci aiuti a destagionalizzare il turismo – dice il sindaco di Porlezza Sergio Erculiani – Abbiamo realizzato video turistici immersivi ad alta definizione, totem con immagini per visite a 360° all’esterno delle chiese e per il progetto su Della Porta abbiamo già investito 300mila euro. Contiamo di finanziare anche borse di studio sui maestri d’arte che hanno fatto grande il nome di Porlezza».
Sul Lario
Investimenti e strategie significativi, insomma. Sul Lario risultano competitive realtà come Cernobbio che durante l’estate ha varato importanti rassegni musicali e tenuto attivo il museo liberty di Villa Bernasconi. Stesso discorso per Villa Carlotta a Tremezzina che fino al 7 novembre tra le varie proposte ospita la mostra A/Essenze con lavori di maestri contemporanei come Joseph Beuys, Man Ray e Yoko Ono, la musa di John Lennon. A Como intanto, pur senza mettere il dito nella piaga più che decennale del lungolago, si fatica a trovare lo stesso dinamismo: tra i quattro musei civici è aperta la sola Pinacoteca e il festival estivo di Villa Olmo promosso dal Comune è stato reso possibile in larga parte dalla sinergia con un soggetto privato come il Teatro Sociale.

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