Poste, l’allarme dei sindaci: situazione critica

Poste italiane

Stamattina, a Roma, i sindaci dei piccoli comuni italiani hanno incontrato i dirigenti di Poste Italiane per parlare dei tanti problemi che il territorio sconta ogni giorno proprio con le Poste.
Nella delegazione comasca anche Giancarlo Zanfanti, sindaco di Grandola ed Uniti, il quale promette di «manifestare questa situazione di disagio che stiamo vivendo ormai da mesi». «Non conto più le telefonate e gli incontri che ho avuto con il direttore della distribuzione di Menaggio – racconta Zanfanti – la gente protesta e non a torto. Mi è sempre stato risposto che il disservizio è causato dai continui cambi di personale e che la soluzione del problema riguarda i piani alti. Ma ora è il momento di dire basta».
Il sindaco di Grandola aggiunge una nota curiosa. «Io stesso – dice – ho aiutato la ragazza trimestrale mandata in paese per recapitare la posta. L’ho seguita perché ovviamente non conosceva le strade e le frazioni».
La situazione, insiste Zanfanti, è «critica. Quando tutti rimpallano su altri le responsabilità vuol dire che le cose non si mettono a posto facilmente. Io so soltanto che la nostra zona è la più penalizzata, soprattutto perché deve fare perno su personale quasi sempre precario o stagionale».
Il «ritardo perenne» con cui viene consegnata la corrispondenza è anche uno dei motivi che, a detta del sindaco di Bene Lario, Mario Fumagalli, ha cambiato il modo di vedere le Poste. «Stanno dimenticando la natura del loro servizio pubblico», afferma Fumagalli.
Bene Lario e Grandola sono confinanti. Entrambi sono serviti dal centro di smistamento di Menaggio e si dividono pure l’impiegato allo sportello. Che apre l’ufficio di Grandola nei giorni dispari e quello di Bene Lario nei giorni pari. La posta, secondo le ultime direttive comunicate ai sindaci, dovrebbe essere consegnata cinque volte ogni 15 giorni: tre in una settimana, due nella successiva.
«Ma non succede – dice ancora Fumagalli – L’azienda sostiene di avere problemi con il personale, e lo capisco. Ma la situazione nel tempo si è aggravata, non sono state trovate soluzioni. Con molto rammarico dico che quanto accade è lo specchio dell’Italia di oggi».
Sindacato ottimista
Se i sindaci protestano, i sindacati sembrano invece essere più ottimisti. Mimma Agnusdei, segretaria della Slc Cgil di Como, sostiene che in generale «negli uffici non ci sono grosse giacenze di posta. C’è sicuramente un sovraccarico di lavoro, turni e straordinari, legato a un problema di carenza del personale, ma l’azienda sta procedendo a nuove assunzioni e a stabilizzare alcuni dipendenti a tempio determinato».
Anche per Giuseppe Melina, coordinatore della Cisl Poste dei Laghi, qualcosa si è mosso. «Entro il prossimo 15 dicembre – dice Melina – dovrebbero entrare in servizio 20 nuovi portalettere a tempo pieno, altri 27 dovrebbero essere assunti a tempo parziale prima della fine di gennaio». Il recapito, dice ancora il sindacalista della Cisl, viene monitorato attraverso un «osservatorio e ogni 3 mesi si fa una verifica delle zone in ciascun centro di smistamento. È vero che sono state riscontrate alcune difficoltà, ma la situazione dovrebbe presto migliorare».

Articoli correlati

1 Commento

  • Sergio , 1 Novembre 2019 @ 12:37

    La criticità delle Poste è allarmante su tutto il territorio non solo nelle grandi città. Proprio ieri mi sono recato in posta per ritirare in pacco, la situazione era questa: agli sportelli due impiegati, in attesa 27 persone… se questo vi pare un “servizio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.