Preatoni, da Sharm El Sheikh al Casinò di Campione d’Italia
Cronaca

Preatoni, da Sharm El Sheikh al Casinò di Campione d’Italia

Ha trasformato un villaggio affacciato sul Mar Rosso in una delle mete turistiche più visitate a livello mondiale. Ha contribuito a creare, insieme ad altri imprenditori internazionali, la destinazione Sharm El Sheikh, tra le più gettonate negli ultimi decenni.

Si tratta di Ernesto Preatoni, milanese classe ’42, che in Egitto costruì, negli anni novanta, il Domina Coral Bay, il più grande resort di tutto il Medio Oriente.

E sempre di hotel di lusso si parla, pur spostandosi a Campione d’Italia. Questo perchè proprio lui, il finanziere Preatoni, attualmente residente a Lugano, sarebbe intenzionato a creare all’interno dello sventurato casinò di Campione d’Italia un albergo di lusso. E da uomo d’affari quale è non ha perso tempo. Ernesto Preatoni infatti ha già effettuato un sopralluogo nella struttura che ospita la sfortunata casa da gioco. La conferma diretta arriva proprio dal sindaco di Campione d’Italia, Roberto Salmoiraghi.

«Nei giorni passati ci è arrivata una richiesta per poter visitare l’edificio. Questo perchè ci sarebbe la volontà di verificare la fattibilità di un progetto di recupero creando un albergo di lusso. E lo scorso lunedì mattina è avvenuta la visita. Non conosco però i dettagli», spiega il sindaco Salmoiraghi.

Dalle prime indiscrezioni, circolate già nelle scorse ore, l’idea sarebbe quella di realizzare l’hotel occupando due dei nove piani dell’edificio.

È questa una delle numerose idee emerse per il recupero della casa da gioco, dopo la dichiarazione del fallimento del Casino pronunciata lo scorso 27 luglio dal tribunale di Como. Una chiusura che, insieme alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune, ha messo in ginocchio l’intero sistema economico – sociale dell’enclave.

Prima della comparsa sulla scena di Ernesto Preatoni, già in passato si era parlato di un hotel di lusso nella struttura. O di una conversione dell’edificio o parte di esso in una struttura ricettiva specializzata nell’organizzazione di convegni e meeting a livello internazionale. Così come si era anche cercato di esplorare il settore dei grandi eventi e della cultura utilizzando la struttura come un contenitore di prestigio. Ma quella che – al netto degli sviluppi del sopralluogo di Preatoni – sembra essere la proposta più concreta risale a poche settimane fa. Quando un gruppo di imprenditori svizzeri guidati dal gruppo Artisa ha dichiarato di essere pronto a mettere 100 milioni di franchi sul tavolo di Campione.

Nel gigante progettato dall’architetto Mario Botta troverebbero prevalentemente posto una clinica di alta specializzazione, appartamenti (sia medicalizzati per gli anziani, sia residenziali), e un museo d’arte internazionale, una sorta di Guggenheim campionese.

21 agosto 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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